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Lettere & Opinioni

LETTERE&OPINIONI / ACU MARCHE E I RIFIUTI SPECIALI NELLA DISCARICA DI MOIE

MOIE, 20 giugno 2018 – L’ACU Marche, secondo quanto constatato, segnala che nel corso di questi mesi i rifiuti speciali sversati nella discarica “La Cornacchia” di Moie non sono stati ricoperti giornalmente come previsto  dal  “CONTRIBUTO ISTRUTTORIO. Prot. ingresso 193417 del 14/11/2016 a firma del Dott. Filonzi del Dipartimento di Prevenzione – SISP – Jesi Via Guerri, 9/11 – 60035 Jesi dove testualmente viene prescritto quanto segue:

“…I rifiuti dovranno essere stoccati provvisoriamente solo all’interno di cassoni chiusi e dovranno inoltre essere evitati imbrattamenti delle superfici per perdite di materiali. La diffusione degli odori dovrà essere tenuta sotto controllo anche mediante il lavaggio periodico delle ruote e delle parti esterne di tutti i mezzi in uscita che hanno trasportato rifiuti e tramite la ricopertura giornaliera dei rifiuti compattati abbancati…”

I rifiuti speciali, come documentano le foto scattate nel corso di questi ultimi mesi, sono stati lasciati   esposti agli agenti atmosferici con conseguente rischio di dispersione nell’ambiente (foto 1 e 2 del mese di aprile e la n. 3, 4,5  scattate domenica 10 giugno 2018).

Ovviamente in data 26.06.2018  in occasione della vostra visita (vedi invito comune Maiolati Prot 6149 del 14_06_2019) alla discarica la Cornacchia  troverete tutto in ordine .

La presente fa seguito ad una nostra precedente segnalazione inviata ad alcuni di voi con PEC che segnalava quanto segue: (vedi foto “via col vento”)

Domenica 29 ottobre 2017, in seguito al forte vento che ha interessato il nostro territorio, nella discarica “La Cornacchia” di Moie si è verificato il sollevamento e lo spostamento di rifiuti dalla vasca, tutt’ora in coltivazione, alla recinzione  che a stento ha trattenuto materiali plastici e di altra natura. ( vedi foto allegata 7).  Come mai il vento ha potuto sollevare e spostare i suddetti rifiuti? Che fine hanno fatto i rifiuti di più piccola pezzatura, frammenti e polveri, che non possono essere trattenuti dalla rete?

Chiediamo la verifica della correttezza del procedimento di interramento, l’esistenza e l’efficacia dei sistemi di mitigazione dell’impatto ambientale previsti nel progetto di innalzamento della vasca approvato dalla Provincia con determina n.  641 e 642 del 07.06.2017  e il controllo del territorio circostante per verificare che non si siano verificati fenomeni di inquinamento.”

Chiediamo, quindi, quali provvedimenti sono stati presi in seguito alla prima segnalazione e invitiamo altresì a verificare, quanto prima, la situazione affinché ciò non si ripeta a tutela della salute dei cittadini. Si ricorda inoltre che la discarica si trova vicinissima ai centri abitati di Moie e Castelbellino (meno di 2 000 m come prescritto dalla legge regionale del 2013) e ad appena 1 100 m dal plesso scolastico di Moie che ospita quasi mille bambini.

Si apprende altresì dalla stampa locale che il comune di Maiolati  ha  avuto un incontro con ARPAM  ASUR ed ARS (Agenzia Regionale Sanitaria) ed i Sindaci del Territorio  della Media Vallesina che ha segnato “……l’inizio dell’iter operativo che porterà , dopo mesi dalla richiesta alla realizzazione dell’approfondimento sanitario sui nostri territori. Adesso i tempi per il primo passo dell’indagine sono definiti: fra gennaio e giugno 2019 arriveranno i risultati che incrociano i dati relativi a mortalità ospedalizzazioni e registro dei tumori regionale. Dati presi per singoli e comparati per un raffronto scientifico con quelli regionali”.

Si dà atto alla Sig.ra  Bini assessore del comune di Maiolati  del buon risultato. Quanto sopra descritto però contrasta fortemente con la delibera del Consiglio di Giunta del Comune  di Maiolati Spontini n.  52 del 22 maggio 2018 nella quale si da pieno mandato alla Sogenus Spa di inoltrare tutta la documentazione necessaria agli organi competenti per  ottenere l’autorizzazione VIA allo “scoperchiamento” della vecchia discarica con la scusa del risanamento ambientale tramite teli in HDPE, procedimento invece a nostro avviso, finalizzato ad inserire altri rifiuti speciali per chissà quanti  anni ancora.

Non sarebbe più   logico sulla base anche del “principio di Precauzione” aspettare l’esito dell’indagine epidemiologica  e della valutazione di impatto sanitario piuttosto che cercare a qualunque costo di continuare ad interrare rifiuti speciali pericolosi?

La popolazione del territorio è stanca  e si opporrà con ogni mezzo al perdurare di questa situazione.

Rimaniamo in attesa di un sollecito riscontro.

Distinti saluti.

Il presidente regionale

Carlo Cardarelli

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