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Lettere & Opinioni

LETTERE&OPINIONI / “FINE VITA DELLA DISCARICA: HA ANCORA PREVALSO L’AVVENTURA E L’ARROCCAMENTO!”

MAIOLATI, 12 agosto 2017 – Dopo la ineccepibile bocciatura dell’  ampliamento/completamento da parte del TAR, per evitare un impatto traumatico sul bilancio comunale e sull’occupazione nella SOGENUS, abbiamo appoggiato l’ approvazione del progetto di riprofilatura del IV stralcio che portava, a fronte di un modesto aumento di cubatura, ad  una chiusura meno affannosa dell’ impianto, concretizzando soprattutto una  possibilità  storica: chiudere definitivamente lo scontro distruttivo fra  Maiolati e diversi  comuni della Vallesina sulla durata della discarica.

Nell’incontro fra Sindaci   del 12 Luglio u.s., è stato chiarito infatti, che se il nostro Consiglio avesse deliberato che questo era l’ultimo atto dell’ attività della discarica, i comuni  limitrofi non avrebbero presentato  ricorsi giurisdizionali, consolidando così le Autorizzazioni.

I partiti che sostengono la Giunta, ad eccezione di Sinistra Italiana,  hanno buttato a mare questa possibilità perché vogliono continuare ad interrare, delegando  così la scelta alle aule dei tribunali, gettando nuovamente e senza pudore, nell’incertezza il bilancio e la SOGENUS.

Il tutto, con ogni probabilità, suggellato  da un bell’ accordo spartitorio di poltrone nel rinnovo degli organismi direttivi  della società. 

Se questo accadrà le responsabilità saranno ben chiare!

Noi, capendo le ragioni di chi lecitamente si opporrà al TAR, proseguiremo la nostra opposizione costruttiva nell’ interesse dei cittadini, ricercando  un’ alternativa unitaria, seria e credibile a questo modo maldestro di amministrare.

DUE PAROLE INFINE SULL’ OPERAZIONE RIMPASTO!

Nel 2014  non c’è  stato ricambio nella Giunta e ciò ha spinto  alcuni di noi ad uscire dal PD e contribuire alla formazione di questa lista civica.

Nella Giunta quindi, se c’è rinnovamento ben venga. In questi mesi si è però evidenziato a livello nazionale con Renzi, che un ricambio generazionale senza vera innovazione politica e qualitativa, ha perso e sta favorendo la rinascita del centro destra di vecchio stampo  con  personaggi già abbandonati dagli elettori.

Se a Maiolati  il rinnovamento significa, come pare, disinteresse alla collaborazione intercomunale e continuità della vecchia politica sui rifiuti, sarà un’ ennesima  bolla di sapone.

Aldo Cursi, capogruppo consiliare “Innovazione e Responsabilità”

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Jesi

LETTERE & OPINIONI / SILVIA GREGORI: «IL COMUNE DEVE ANDARE INCONTRO AI PROPRIETARI DEI CANI»

Cani

JESI, 14 luglio 2018 – La consigliera comunale Silvia Gregori interviene in merito alla campagna relativa al decoro urbano messa in atto dal comune di Jesi, nella quale parte importante l’hanno i coduttori dei cani chiamati a mantenere pulito ogni metro che percorrono con il loro animale. Il depliant “A spasso con Fido“, che ha come scopo “comportamenti corretti per il benessere dell’animale e per il rispetto di tutti i cittadini“, distribuisce alcuni consigli pratici atti ad evitare di incorrere in sanzioni – che possono essere comminate anche da guardie zoofile – molto pesanti: si va infatti da 25 a 500 euro per chi non rispetta l’ordinanza sindacale.

«Non mi trovo in accordo con quanto previsto dalla nostra Amministrazione – sottolinea Silvia Gregori -, in fatto di decoro urbano. Giusto puntare a una città pulita in quanto  si tratta di salvaguardare qualcosa che è un bene di tutti. Non a caso mi sono sempre battuta contro il degrado, vedi lo spot “degrado in progress” che io stessa creai qualche tempo fa per evidenziare alcune criticità cittadine.

Silvia Gregori

Silvia Gregori

Ma per quanto riguarda i proprietari di cani, quanto previsto dalla normativa non mi trova allineata sulle posizioni di chi governa la città. Prima di adottare le sanzioni e comminarle, si dovrebbero mettere in condizione i conduttori di mantenere la città pulita.cani

Questo significa che il Comune – e al proposito presenterò una mozione – dovrebbe inserire in diversi punti della città alcuni dispenser con tutto quello che occorre per poter raccogliere i bisogni e pulire.

Sarebbe poi bello – come è nell’auspicio di molti – avere nei parchi cittadini, proprio perché si fa attenzione più mirata nei confronti all’attuale stato di abbandono che colpisce tante di queste aree verdi – dei punti di agility, di svago, perché spesso i proprietari dei cani si ritrovano a dover conciliare le loro passeggiate con zone che tutto hanno tranne il verde o sono interdette ai cani.

Come consigliera comunale ho iniziato a prendere contatti con quanti non hanno preso bene questa campagna sul decoro urbano così come è stata impostata, per fare in modo che il Comune attui misure diverse: non contro ma incontro ai proprietari dei cani».

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Lettere & Opinioni

LETTERE&OPINIONI / PENSIERI DI UN MEDICO OSPEDALIERO CHE VA IN PENSIONE

JESI, 13 luglio 2018 – È arrivato il giorno, così come Di Pietro si tolse la toga di giudice (volontariamente), io devo posare il camice bianco  ma non volontariamente ma perché l’età e gli anni di servizio non mi consentono più di proseguire ad espletare la mia professione ospedaliera che ho fatto per quaranta anni effettivi! Ma quel camice è come una seconda pelle rimarrà sempre attaccato! In questo momento non so se ringraziare di essere arrivato tutto sommato alla fine senza infamia e senza lode. Ho sempre saputo che prima o poi questo giorno sarebbe arrivato, ma ho sempre allontanato la mia mente da questo evento! Ma adesso è arrivato e allora? Allora sono stato fortunato perché ho fatto una professione che ho sognato da bambino e che ho intrapreso con Amore.

Franco Iantosca

Ricordo le lacrime di mio padre e di mia madre il giorno della mia laurea che tenerezza! Il primo giorno di lavoro in ospedale a Jesi primario professore Renato Scoccianti, il dottore Biagio Dello Russo grande saggezza di medicina pratica ed infine il dottore Maurizio Monaco dal quale ho appreso moltissimo.

Le tantissime ore sacrificate alla famiglia e passate in ospedale tra corsia e sala operatoria senza guardare l’orologio e facendo anche  60-65 ore settimanali, ma non pesavano perché l’entusiasmo e l’essere medico ospedaliero era un prestigio! Con il passare degli anni le cose sono cambiate mi chiedete il perché? Perché sono arrivati i mercenari della sanità, intrallazzatori per i quali tutto è il contrario di tutto! Il paziente non è nessuno è soltanto un numero  sul quale  speculare, l’ospedale è stato trasformato in azienda e come tale deve dare un utile materiale (in soldi!) e non in salute e in morale! A questo modo di gestire la sanità si sono adeguati molti colleghi non tenendo presente il sacro giuramento di Ippocrate!

Una volta il primario o il collega anziano erano una guida, una scuola da seguire per come affrontare la professione sia sotto l’aspetto culturale che morale! Oggi non è più così, abbiamo creato aziende della salute perdendo l’obiettivo principale della nostra professione.

I media ci massacrano inculcando diffidenza nella gente, i politici e gli amministratori dell’azienda sanità ci lasciano soli senza alzare un dito a difesa di chi tutti i giorni sta in trincea. Non hai diritto a difenderti e protestare e se lo fai vieni tacciato per un rompi e deferito agli organi disciplinari! La Linea politica sanitaria di oggi è di portare dal pubblico al privato, per me il più grande sbaglio perché con tutte le sue pecche garantisce a tutti ( anzi garantiva a tutti, oggi non so!) il diritto alla salute. Attualmente non ti è concesso nulla, non puoi sbagliare, si cammina con il libro di medicina legale sotto il braccio, i colleghi cercano di scaricare le loro responsabilità su altri colleghi a discapito della qualità e del risparmio.

Si è perso il rapporto medico-paziente proprio per la politica sbagliata, tutto questo si ripercuote sulla pelle degli operatori sanitari i quali hanno perso fiducia e credibilità, non hanno più stimoli. In questi giorni mi sono sempre sentito dire “beato te che vai via…ti invidio…potessi andare via anch’io”. Io da una parte invidio loro che rimangono, ma dall’altra sono contento  a non dover più lottare contro mulini a vento e muri di gomma! I miei attrezzi di lavoro che ho amato moltissimo sono stati: il bisturi, il gastroscopio, il colonscopio ma soprattutto la camera operatoria! È stata il mio palcoscenico, l’oppio della vita, la droga dove l’istrione (il chirurgo!) si esibisce. È scarica di adrenalina che ti fa superare ogni ostacolo e paura. Sì, ho avuto paura ma ho sempre superato quei momenti di angoscia decisionale altrimenti non avrei potuto esercitare questa grande professione.

Sono arrivato al traguardo della mia vita professionale alla quale ho dato molto e molto mi ha dato senza rimpianti. Ma un rimpianto c’è nel vedere questa sanità alla deriva affogata dalla burocrazia, dall’arrivismo degli attori sanitari. Dobbiamo riprendere il nostro posto che ci hanno scippato. Noi operatori sanitari dobbiamo ritrovare con umiltà l’armonia e la dolcezza di questa professione mettendo al centro il paziente e togliendo il sipario che si è creato. Sicuramente si potrà arrivare a rimarginare questa grande ferita se ricominciassimo a lavorare con umiltà e i politici e gli amministratori si mettessero una mano sulla coscienza ( se ne hanno una!). Anche loro un domani saranno utenti di questa sanità!

Se non si semina bene è difficile avere un buon raccolto. Ritengo la mia professione, (il chirurgo!), la più bella se fatta in un certo modo. Il mio augurio è a voi, che restate ancora qui, la possiate fare con serenità e dolcezza alleviando le sofferenze del malato.

Vi ringrazio infine di avermi sopportato per tanti anni e chiedo scusa a tutti se qualche volta sono stato duro e petulante, ma credo mai cinico e menefreghista.

Con grande commozione saluto tutti i colleghi anche quelli ai quali sono risultato antipatico con la speranza di vivere gli ultimi anni con i ricordi più belli di voi e della mia vita professionale ospedaliera.

Franco Iantosca

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Jesi

LETTERE & OPINIONI / STALLO SUI LAVORI IN CENTRO: NOTA DEL PARTITO DEMOCRATICO

La sede del Pd a Jesi

JESI, 12 luglio 2018 – Il Partito Democratico di Jesi, così come già fatto in Consiglio Comunale, esprime una forte preoccupazione pubblica, per la situazione di stallo in cui versano i

Stefano Bornigia

lavori nei due cantieri, oramai aperti da molto tempo, di Piazza Colocci e Piazza Pergolesi.

In effetti i reperti emersi dagli scavi di piazza Colocci, sono attualmente in uno stato di completa incuria, che ne deturpa il loro valore storico. L’auspicio è che i lavori di copertura annunciati e confermati di recente da parte dell‘Assessore ai Lavori Pubblici, abbiano corso al più presto.

Per quanto riguarda Piazza Pergolesi, il tutto versa in uno stato di immobilismo perpetuo che rischia di recare danno anche alle attività commerciali ubicate nei paraggi. Un danno che a quanto si legge potrebbe essere oggetto anche di una possibile iniziativa giudiziaria da parte di quest‘ultimi.

Pertanto lanciamo un appello. Al fine di poter rendere edotta la cittadinanza e allo scopo di raccogliere l’appello formulato degli esercenti le attività in loco, chiediamo all’Amministrazione Comunale che venga convocata un’assemblea pubblica, per esaminare i reali ostacoli che stanno compromettendo il prosieguo del rifacimento della piazza.

In tempi di crisi prolungata, soprattutto a chi non ha mia risparmiato critiche al passato, ci sentiamo di consigliare una gestione più accurata dei cantieri cittadini e del suo arredo urbano, facendo propria, soprattutto nel caso di specie,  la diligenza del “buon padre di famiglia“.

 

Per il Partito Democratico il Segretario  Stefano Bornigia

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