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Cingoli

LETTERE&OPINIONI / L’AMMINISTRAZIONE SCRIVE ALLA COMMISSIONE: “AL NOSTRO OSPEDALE LO STATUS DI AREA DISAGIATA”

CINGOLI, 11 luglio 2019Riceviamo e pubblichiamo la Memoria sull’Ospedale dell’Amministrazione Comunale di Cingoli consegnata ai membri della IV Commissione Consiliare Permanente sul Piano Sanitario e Sociosanitario Regionale 2019–2021, nel quale il Nosocomio veniva escluso dalla qualità di plesso in Area disagiata.

“La D.G.R. Marche nr. 81 del 28 gennaio 2019, con la quale è stato approvato il Piano socio sanitario della Regione Marche, adottato ai sensi dell’articolo 31 della Legge regionale 26/1996, risulta discriminare l’Ospedale di Comunità di Cingoli, disconoscendo la qualità di Ospedale in Area disagiata.

Invero, tra le misure adottate, si rileva che sono stati individuati 2 soli presidi ospedalieri in zone particolarmente disagiate, a Pergola ed Amandola, escludendo irragionevolmente Cingoli che, invece, possiede tutti i requisiti previsti dall’articolo 9.2.2. del Regolamento recante definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera, approvato con decreto ministeriale 2 aprile 2015, n.70.

Com’è noto, il nosocomio di Cingoli ha un rapporto di continuità territoriale con l’Ospedale di Jesi. Con i suoi 30 posti letto di lungodegenza riabilitativa DPA e 10 posti di cure intermedie svolge un importante ruolo in tutta l’ex Comunità montana del San Vicino servendo i Comuni di Cingoli, Apito, Poggio San Vicino e Staffolo.

Al riguardo si deve aggiungere che il Comune di Cingoli è il terzo Comune per dimensione territoriale e per numero di abitanti, tra quelli danneggiati e collocati all’interno del Cratere sismico, a seguito degli eventi sismici del 2016. Una spoliazione quella di cui si discute a danno di una popolazione già gravemente provata dagli eventi tellurici di cui si è detto.

Se nel 2017 è stato reintrodotto il Punto di primo intervento, tuttavia, si deve segnalare che sostanzialmente esso non è ancora entrato in funzione, poiché si continua ad adottare le pratiche ed i protocolli operativi della preesistente PAT.

In aggiunta si deve sottolineare che la struttura sanitaria è stata gravemente destrutturata mediante la mancata sostituzione di medici collocati in quiescenza, ovvero trasferiti in altri plessi o mediante la soppressione di interi servizi come quello di analisi, come gli ambulatori e il radiologo che doveva essere destinato alla struttura di Cingoli.

Anche la condizione del servizio radiologia appare precaria. Infatti, non si può più contare neppure su un medico in servizio stabile a Cingoli. Con il pensionamento del suo ultimo sanitario, il dott. Pettinari non è mai avvenuta la sua sostituzione ancorché risulta che il sanitario per Cingoli sia stato regolarmente assunto ma presta servizio a Jesi.

Il servizio è così dispiegato per 4 giorni alla settimana, in orario antimeridiano, da alcuni sostituti.
Il servizio analisi, che poteva godere di una dipendente e di attrezzature idonee all’urgenza-emergenza, è stato soppresso. Il personale lamenta la mancanza di un pieno addestramento per le nuove strumentazioni di analisi del sangue – POCT –. Alcuni sanitari sostengono, in proposito, che le Poct non risultano compatibili con un servizio di PPI, poichè hanno carenze di screening.

Con tali scarse risorse e la precarietà sia strumentali che umane, spesso i cittadini che ricorrono alle cure del locale PPI sono sistematicamente accompagnati a Jesi e Macerata.
Stesso trattamento ricevono i pazienti ricoverati, nell’ipotesi in cui le urgenze dovessero presentarsi nelle ore pomeridiane o notturne poiché il punto di primo intervento non è assistito da un adeguato servizio radiologico, TAC e di analisi.

I tempi di percorrenza, soprattutto dalle frazioni più lontane e dai Comuni dell’area del Monte San Vicino serviti dal 118, superano di gran lunga i tempi previsti dal DM 70/2015. Dalle Frazioni di Moscosi, di Santo Stefano e Castel Sant’Angelo è oggettivo che per raggiungere solo l’Ospedale di Cingoli occorrano 45 minuti. Dalla zona Perinci o dalla località Rio, si impiegano 50 minuti solo per raggiungere Cingoli, e dunque oltre un’ora considerata dalla normativa vigente.

Non può revocarsi in dubbio la prescrittività dell’art.32 Cost. nel considerare la discriminazione degli abitanti del Comune di Cingoli e di quelli dell’area del Monte San Vicino, enti collocati a oltre 600 mt. sul livello del mare, rispetto ad altri Enti ai quali è riconosciuta la condizione di cui al punto 9.2.2. del DM 70/2015 ovvero quella di aree disagiate.

Non può negarsi che attesa la sua natura di primaria importanza tra i servizi sanitari nel senso che dalla sua tempestività e certezza dipende con altissima probabilità non la qualità del servizio ma la protezione del diritto primario alla vita, l’organizzazione del servizio di pronto soccorso nel nosocomio di Cingoli è un diritto insopprimibile, nonché insuscettibile di essere compresso o ridotto in forza di qualunque altra esigenza politico – amministrativa (cfr., Corte Costituzionale. n 162/2007 e n. 275/2016).

La normativa in tema di aree disagiate di cui al DM 70/2015 deve perciò essere applicata con una interpretazione costituzionalmente orientata che a tal fine deve privilegiare il criterio, all’interno della dimensione regionale del servizio, tendente ad una organizzazione territoriale più rapida possibile e perciò tendente alla conservazione dei presidi nelle zone “svantaggiate” di cui all’articolo 44, u.co. della Carta, come il Comune di Cingoli.

A fortiori, se il tempo di trasferimento dall’Ospedale di Cingoli, per Jesi o Macerata, è superiore ad un’ora in condizioni normali, è ben vero che nei periodi di grande innevamento come a gennaio e febbraio, con le strade particolarmente ghiacciate ed innevate, il fattore tempo può essere esiziale. Ed ancora, con i suoi 2000 studenti, di cui solo 1000 dell’Istituto Alberghiero provenienti da tutta la Regione, con i disagi di una rete stradale non attrezzata per lo scorrimento veloce del traffico verso Jesi e Macerata, l’esigenza di un Pronto soccorso è un fattore davvero vitale.

Zona montana realmente disagiata, collocata in area Cratere sismico, non può non vedersi riconosciuta la condizione di Ospedale di Area disagiata. Infine, non per ordine di importanza, la carenza di istruttoria.
La DGR è stata adottata senza che l’Assemblea dei Sindaci sia stata regolarmente convocata e si sia espressa nelle forme stabilite dalla legge.

Invero, la Regione Marche né l’Asur hanno mai deliberato il Regolamento di funzionamento dell’Assemblea dei Sindaci con la conseguenza che il provvedimento oltrechè viziato da eccesso di potere risulta affetto da violazione e falsa applicazione della legge.

Per tali ragioni il provvedimento deve essere emendato, e si chiede che la Commissione sanità voglia emanare un parere che riconosca all’Ospedale di Cingoli le caratteristiche previste dall’articolo 9.2.2. del citato D.M. 70/2015, quelle di rete ospedaliera di area disagiata.”

Michele Vittori – Sindaco di Cingoli

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