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L’evento Cupramontana tappa nel Cammino di San Romualdo

Unisce i luoghi simbolo del monachesimo camaldolese da Ravenna a Camaldoli fino alle abbazie marchigiane, oggi ai Mig la presentazione ufficiale della Viae Sancti Romualdi

Cupramontana – Oggi sabato 15 novembre, nella Sala del Torchio dei MigMusei in Grotta, Cupramontana accoglierà la presentazione ufficiale della Viae Sancti Romualdi, il cammino che unisce i luoghi simbolo del monachesimo camaldolese da Ravenna a Camaldoli fino alle abbazie marchigiane.

L’incontro, dal titolo “Il Bosco dei Frati Bianchi. Storia e Ambiente”, rappresenta un momento di dialogo tra fede, natura e cultura, per riscoprire l’Eremo dei Frati Bianchi come luogo di spiritualità e memoria viva del territorio.

Interverranno il sindaco Enrico Giampieri, il presidente della Vsr Daniele Morelli, Mauro Petriccioli e dom Cesare Bovini, monaco camaldolese, per raccontare come il bosco e il Cammino di San Romualdo possano diventare un ponte tra storia e futuro, tra ambiente e comunità.

Come insegnavano gli antichi romani, bisogna mettere un passo dopo l’altro per raggiungere l’obiettivo… pedetemtim, provando, saggiando, riprovando e in questo caso aggiungendo, assaporando il gusto profondo dell’andare, dello scoprire, del contemplare. 

Camminare è mettersi per via e scommettere che al ritorno non saremo più gli stessi ma ci troveremo arricchiti di nuove conoscenze e di nuove emozioni. Camminare promuove la crescita interiore e la connessione con la natura, perché unisce l’attività fisica a benefici psicologici e a un contatto diretto con l’ambiente. Il percorso interiore è favorito dallo svuotamento della mente, dalla produzione di endorfine, dalla riduzione dello stress e dall’opportunità di riflessione che il cammino offre. 

Le Marche, ricche di storia e di ambienti naturali rappresentano un museo diffuso che testimonia un passato glorioso attraverso il suo patrimonio culturale e artistico, ricco anche di capolavori di grandi maestri e di tradizioni religiose profonde.

Cupramontana si inserisce perfettamente in questo contesto, offrendo ai camminatori curiosi un territorio variegato dove, tra le eccellenze emergono realtà enogastronomiche: il Museo dell’Etichetta, l’enoteca, le cantine di Verdicchio oltre al teatro e alle tante attività che la comunità ha saputo creare. 

Queste rappresentano un’opportunità, perché Viae Sancti Romualdi è un viaggio che promuove incontri e scoperte e anche ritrovare in cammino lavori e attività scomparse o in estinzione che a Cupramontana trovano nuova linfa in un mondo sempre più distratto e superficiale dimostra che le piccole comunità propongono nuove vie di resistenza e resilienza.

L’Appennino umbro-marchigiano ha tutte le caratteristiche per diventare un luogo di turismo intelligente che contribuisca a rivitalizzare i tanti borghi spesso a rischio di spopolamento benchè  ricchi di storia,  bellezza e cultura. 

L’Eremo dei Frati Bianchi, l’Abbazia del Beato Angelo, veri  gioielli fra i tanti, ma anche le numerose trattorie che offrono una gastronomia di livello sono una ricchezza che invita alla convivialità.

Vsr cerca di far dialogare i siti Unesco di Ravenna con Camaldoli e con le abbazie marchigiane per portare i pellegrini in questi meravigliosi luoghi dove ancora vive una spiritualità a noi necessaria: 500 chilometri, 30 tappe, tutte di grande bellezza, questa è la Viae Sancti Romualdi. 


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