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Maiolati Spontini

MAIOLATI‬, CIS&TARI / CERIONI: “I CONTI DEI GRILLINI SONO PARZIALI, UN RAFFRONTO POCO ATTENDIBILE”

MAIOLATI, 12 marzo 2015 – “Procediamo con calma…”, Sergio Cerioni, presidente del Cis, prova a rimettere ordine nei numeri della Tari. Ma ormai a Castelbellino sono davvero sul piede di guerra da quando hanno saputo dai grillini che la Tari è una stangata senza precedenti. “Le cifre nel testo delle minoranze non erano in sé sbagliate – ammette Cerioni -, ma erano sicuramente parziali. Se si estrapolano solo tre voci, da un elenco dei costi che ne contiene molte altre, è ovvio che il raffronto sia poco attendibile”.

E aggiunge: “La differenza di costo complessivo tra Castelbellino e Arcevia (Euro 602.987,20 ed Euro 582.009,19) è di circa Euro 20.000,00 (un 3,60% che niente ha che vedere con la differenza in tariffa); mentre, se si prendono le sole tre voci considerate dalle minoranze, essa sale inopinatamente a circa Euro 70.000,00. Come può essere corretto quest’ultimo metodo? Più avanti farò ulteriori considerazioni, intanto rispondo su singoli punti. a) E’ ininfluente che in ambito CIS operino quattro attori: infatti i costi dei servizi espletati da Sogenus vengono trasferiti ai Comuni alla pari, senza alcun ulteriore addebito da parte del CIS medesimo. b) Sempre a proposito di Castelbellino, si citano i dati totali del PEF, per Euro 71.865,39, ma la voce riferita direttamente riferita a CIS è solo di Euro 56.162,98; gli altri 15.702,41 sono costi diretti del Comune. c) Anche qui, su un totale di Euro 131.053,23 (di cui Euro 63.450,24 CARC), i costi di CIS per il servizio accertamento sono unicamente di Euro 10.878,68; mentre, fra gli altri, figurano costi diretti del Comune per Euro 52.571,00. E il discorso potrebbe continuare. Ribadisco ancora il concetto per cui, sulla tariffa finale, incide la discrezionalità del Comune: è esso ad avere la facoltà di distribuire pesi diversi fra utenze domestiche e non domestiche, così come fra le singole categorie. Per Arcevia la ripartizione è: utenze domestiche 80,73%, non domestiche 19,27%. Per Castelbellino lo stesso raffronto evidenzia un 82,75% ed un 17,25%. Inoltre a Castelbellino, considerando le sole utenze domestiche a tariffa piena, emerge che: il nucleo familiare medio è più numeroso (2,45 unità contro le 2,33 di Arcevia); la superficie tassata media è inferiore (132.54 mq. contro 156,22); il numero delle utenze è significativamente più basso (1.656,30 contro 2.042,23); le famiglie residenti ed a tariffa piena sono nettamente di più in percentuale (coprendo infatti un gettito pari all’87,73% contro il 70,42% di Arcevia). E’ lampante che, dovendo coprire un costo complessivo sostanzialmente uguale (come dicevo all’inizio Euro 602.987,20 per Castelbellino ed Euro 582.009,19 per Arcevia), i cittadini del primo Comune, essendo in numero minore, si ritrovino a pagare, ciascuno, parecchio di più”.
Conclude così Cerioni: “Se invece in entrambi i Comuni si avesse la stessa quantità di mq. a ruolo per ciascuna categoria (o numero di utenze per categoria), se fossero stati utilizzati gli stessi coefficienti, probabilmente non si avrebbe quel fatidico 76% di gap (che detto così può implicare tutto e il suo contrario). Una controprova può ottenersi applicando, alle superfici e al numero delle utenze di un Comune, le tariffe dell’altro e viceversa. Detto in modo ancora più semplice: se i costi di Castelbellino fossero applicati, pari pari, ad Arcevia, ciascuna famiglia arceviese pagherebbe molto meno poiché il totale si spalmerebbe su una platea di soggetti più ampia. Ecco dimostrato che fare raffronti solo sulla base della popolazione può rivelarsi errato e fuorviante. In ultimo, per eleganza, soprassiedo dal commentare riguardo a chi sarebbe agonizzante o meno. Anzi, colto da un impeto di generosità, tralascio perfino di replicare sui voltagabbana e sui riferimenti alla vicenda ET: almeno fino a quando chi giustamente invoca la trasparenza non renderà trasparente, in rete, un proprio video (della scorsa campagna elettorale per le comunali) riferito ad una pubblica assemblea in cui appunto di quella vicenda si parlava”.

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