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MAIOLATI / «Un deciso passo indietro per la disabilità»

disabilità

Il grido d’allarme del Gruppo Solidarietà sui servizi sociosanitari diurni e residenziali alla luce delle scelte fatte dal piano sanitario regionale

 

MAIOLATI SPONTINI, 6 febbraio 2020 – Il nuovo piano  sanitario delle Marche, votato a maggioranza dal consiglio regionale, continua a far discutere. I nuovi requisiti di funzionamento dei servizi sociosanitari diurni e residenziali hanno messo in allarme il Gruppo Solidarietà di Moie: “Sono decisioni che riguardano 12.500 persone (disabili, anziani non autosufficienti, soggetti con disturbi psichiatrici, minori, persone con demenza), che stanno già usufruendo di questi servizi,  ma che vanno a definire caratteristiche e modalità di funzionamento di tutto il sistema sociosanitario regionale. La proposta segna un deciso passo indietro nelle politiche rivolte alla fascia più debole della popolazione. Una proposta, come abbiamo documentato a più riprese, scritta male ed incoerente, frutto di un lavoro di collage disomogeneo, che esprime la rinuncia della Giunta ad avere finalmente un sistema dei servizi equo, rispettoso dell’utenza e del diritto di vivere nel miglior modo possibile, quali che siano le condizioni di difficoltà e di salute”. Il Gruppo di Solidarietà non si limita alle critiche e alle preoccupazioni, ma rilancia una petizione pubblica sulla piattaforma change.org, che ha già superato 880 adesioni, per fare pressione sulla Giunta regionale affinchè modifichi una proposta “profondamente sbagliata”. Di seguito il testo della petizione:

Autorizzazioni sociosanitarie. Modificare radicalmente le dgr 1718/18  e 257/2019.

La proposta regionale, attualmente in attesa del parere della IV Commissione, è inaccettabile per diversi aspetti e contenuti, e richiede un cambiamento radicale per i seguenti motivi:

chiude sostanzialmente l’esperienza regionale delle comunità di piccole dimensioni ed inserite nei normali contesti abitativi, avviata fin degli anni novanta, a favore di grandi strutture che premiano soggetti gestori, soprattutto for profit, a danno delle piccole esperienze radicate nei territori;

– garantisce  a tutte le strutture già autorizzate o in via di realizzazione (in pratica tutta l’offerta attuale e futura per diversi anni) in maniera assolutamente impropria, la deroga al rispetto di fondamentali requisiti strutturali (superficie minima, letti per camera, capacità recettiva e accorpamenti); per fare un esempio, circa 1700 persone potranno continuare a vivere in camere da 4 letti;

– prevede che il sistema di valutazione e accesso, finalizzato all’appropriatezza dei percorsi di assistenza e cura, sia attuato in alcuni servizi e non in altri;

non prevede inspiegabilmente figure educative in servizi rivolti alla disabilità intellettiva;

stralcia molti requisiti di qualità già presenti nella vigente normativa, e dimentica di definirne altri essenziali (ad esempio indicazioni di mensa, trasporto, tempi di apertura nei servizi diurni).

Marco Pigliapoco

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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