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Jesi

MANCINI DAY / Roberto, un film che dura da 40 anni: dal debutto in A ad Ambasciatore (video e foto)

Scese in campo per la prima volta in Bologna – Cagliari il 13 settembre 1981, il 15 settembre 2021 la sua città lo ha insignito proprio rappresentante nel mondo

JESI, 16 settembre 2021 – Dopo 40 anni dal debutto in serie A nella partita del 13 settembre 1981 al Dall’Ara in Bologna – Cagliari, Roberto Mancini ieri sera al PalaTriccoli, nella sua Jesi, ha ricevuto il titolo di ‘Ambasciatore.

Un film al quale gli viene chiesto di dare un  titolo ed il Mancio risponde: «E’ passato tanto tempo ma sembra ieri, mi ricordo benissimo. Ognuno di noi rimane legato a quando era bambino».

Poi sull’argomento ambasciatore ha commentato: «Fa piacere e la cosa bella è che tutto questo viene dalla grande impresa che ha fatto felice gli italiani».

Appunto la felicità: «La felicità oggi – ha detto il Ct in conferenza stampa – dopo un anno e mezzo vissuto così, è il mio lavoro, la mia famiglia, i miei amici. La felicità è tornare a vivere normalmente. Sono felice – ha proseguito – di poter tornare più spesso a Jesi, visto che da giovane non potevo certo tornare tutte le settimane».

Essere Ct ha completato il cammino di Mancini allenatore?

«Essere Ct è un grande onore, allenare la nazionale è un qualcosa di troppo bello e se poi riesci anche a vincere…».

Era questo il momento di allenare la nazionale?

«Ogni cosa viene a suo tempo».

»Gli è stato anche chiesto se gli piacerebbe ritornare ad allenare un club e lui ha risposto che «adesso c’è il Mondiale e poi vediamo. Ora bisogna stare concentrati sul Mondiale, dobbiamo centrare il prima possibile la qualificazione e dobbiamo provare a vincere la Nations League. Dunque, per il momento niente ritorno alla quotidianità sui campi da calcio, non ci penso perchè sono concentrato sulla Nazionale che è la cosa più bella».

A Jesi, proprio vicino la casa natale del Ct gli è stato dedicato un murale e lui ha osservato: «Mi piace, ricorda dove tutto è iniziato, dove ho mosso i primi calci, e ci sta bene».

Mancini oltre che ambasciatore di Jesi è anche testimonial delle Marche per la promozione turistica e lui ha sottolineato: «Le Marche hanno tutto, è una terra bella ma poco esplorata. Abbiamo monumenti, gente meravigliosa, ottimi ristoranti dove si mangia bene e si spende poco»

E prima del bagno di folla all’interno del PalaTriccoli ha così dipinto gli italiani che ha sentito tutti vicini a lui ed alla sua squadra nella cavalcata europea durata 50 giorni e culminata col titolo 2020.

«Gli italiani sono un popolo di fantasia, classe, siamo riusciti penso a trasmettere un senso di appartenenza forte e naturale alla nostra Italia, alla gente tutta. Dal primo giorno è stato questo il nostro obiettivo, fare qualcosa di speciale. Ed abbiamo sentito attorno a noi un Paese intero che ci spingeva dandoci entusiasmo e una grande forza per andare avanti giorno dopo giorno».

Poi il palcoscenico del PalaTriccoli in un serata andata via in un batter d’occhio e magistralmente condotta dal giornalista Marino Bartoletti che ha elencato tutte le tappe del Mancini calciatore con le maglie del Bologna, Sampdoria e Lazio. Oltre a ricordare personaggi a lui vicini come i compagni di squadra della Samp, molti dei quali nello staff tecnico della nazionale di calcio, e soprattutto Gianluca Vialli.

Poi Michele Scarponi, il campione della due ruote di Filottrano prematuramente scomparso in un incidente stradale, il cui fratello Marco ed i genitori erano presenti alla serata.

Presenti anche il babbo del Mancio, Aldo, e la mamma Marianna, la sorella Stefania, l’intera Giunta comunale di Jesi oltre alle autorità militari e sportive. C’erano anche gli amici bolognesi e gli Azzurri di Jesi.

Sul palco, prima del conferimento del titolo di Ambasciatore di Jesi, consegnatogli dal sindaco Massimo Bacci e dal presidente del Consiglio comunale Daniele Massaccesi – presenti anche l’assessore allo sport, Ugo Coltorti, e la direttrice generale della Fondazione Pergolesi Spontini, Lucia Chiatti – si sono alternati il presidente della Regione, Francesco Acquaroli, l’assessore Giorgia Latini, il presidente del Coni, Fabio Luna.

E ad allietare le due ore trascorse, momenti musicali dal vivo con i giovani talenti del Time Machine Ensemble diretti dal maestro Marco Attura, che hanno scandito momenti che resteranno indimenticabili nelle Notti Magiche di ognuno.

Evasio Santoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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