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MARCHE / Riccardo Battisti è il nuovo presidente Ebam 

Presentati i dati e l’attività 2021 dell’Ente bilaterale artigianato durante l’assemblea di fine anno che ha approvato anche il bilancio di previsione

ANCONA, 7 gennaio 2022 – Riccardo Battisti (foto in primo piano) è il nuovo presidente di Ebam, Ente bilaterale artigianato Marche. È stato nominato martedì 4 ducembre durante il Consiglio di amministrazione.

Cinquantotto anni, pesarese, Battisti è responsabile delle relazioni sindacali della Cna Marche. All’interno dell’associazione di categoria, Riccardo Battisti ricopre anche gli incarichi di responsabile dell’autotrasporto e dei servizi alla persona ed alla comunità. Nel suo percorso lavorativo è stato anche funzionario della Cgil dal 1985 al 1990 e dipendente della Cna di Pesaro fino al 2015, quando ha assunto gli incarichi alla Cna Marche.

«Mi appresto a presiedere questa importante realtà regionale in un momento di trasformazione economico-sociale che impatterà fortemente sulle piccole e medie imprese – ha dichiarato Battisti, appena nominato –. L’Ente bilaterale dell’artigianato Marche dovrà dimostrare, come ha fatto sino ad oggi, di essere strumento operativo efficace ed efficiente delle parti sociali a sostegno delle imprese e dei lavoratori».

Battisti succede a Luciano Ramadori che ha concluso il suo incarico lo scorso 31 dicembre e ha presieduto la sua ultima assemblea dell’ente lo scorso 10 dicembre. Durante l’assise è stato approvato il bilancio preventivo 2022 e sono stati illustrati i dati e le attività 2021 relativi ad Ebam.

Ad entrare nel dettaglio dei due punti all’ordine del giorno, la direttrice dell’Ente, Cinzia Marincioni, che ha sottolineato come «il bilancio preventivo dell’Ebam per il 2022 resta in linea di continuità con quello del 2021, non prevedendo entrate o uscite straordinarie».

Si tratta di un budget di oltre 1,26 milioni (1.226.250,00), destinati alle prestazioni e al funzionamento dell’ente. 

Cinzia Marincioni, direttrice Ente bilaterale artigianato Marche

Il 2021 è stato un anno di attività intensa per Ebam, anche a causa del perdurare dell’emergenza sanitaria ed economica dovuta al Covid-19. Aspetto messo in evidenza sempre dalla direttrice Marincioni.

«È stato un anno difficile in termini economici e sociali che ci ha impegnato a rispondere a una domanda inedita, ma che ha fatto conoscere l’Ente come istituzione paritaria che restituisce utilità agli associati ed è diventato più riconosciuto all’esterno. Un carico di lavoro – ha spiegato – che si è aggiunto alla consueta gestione ordinaria dell’ente. Solo nei mesi di luglio e agosto si è avuto un calo di richieste ma visto il succedersi dei vari decreti-legge è stata necessaria una costante assistenza alle aziende e ai loro consulenti sia per la gestione e compilazione delle domande, sia in quella molto più complessa della sistemazione delle posizioni dei lavoratori ai fini del corretto calcolo della contribuzione correlata, legata alla costruzione della pensione». 

Sempre nel corso dell’assemblea di fine anno è stato tracciato un quadro aggiornato di Ebam e, nello specifico, delle prestazioni legate al Fondo di solidarietà bilaterale per l’artigianato (Fsba), particolarmente significativo perché relativo alla cosiddetta cassa Covid.

Nell’ultimo anno (periodo di riferimento marzo 2020-marzo 2021) sono aumentate le imprese iscritte all’Ente, che passano da 10.014 a 10.631, con un incremento percentuale pari al 6,2. Le nuove adesioni tra gennaio e settembre 2021 sono state 733, ma non sono ancora disponibili i dati aggiornati sulle cancellazioni. Aumentano anche i lavoratori rappresentati dall’Ente, che passano da 46.844 a 49.133 (sempre periodo marzo 20/21). 

Entrando ancor più nel dettaglio, è stato illustrato il secondo report Fsba con i dati del periodo interessato dalla pandemia, da marzo 2020 aggiornati a giugno 2021. I lavoratori interessati dalla sospensione dal lavoro delle Marche sono 46.510 e rappresentano il 5,87% del totale nazionale di 792.329. Da segnalare come nelle Marche le sospensioni sopra i 180 giorni siano più numerose di quelle nazionali: 43% contro il 35, a sottolineare una maggiore sofferenza regionale del settore.

Le lavoratrici interessate dalle misure rappresentano il 42,87% nelle Marche, anche in questo caso percentuale più elevata rispetto alla media nazionale (39,32%). Per quanto riguarda le fasce di età, le prestazioni hanno investito maggiormente la fascia 31-45 anni (36,59%), seguita dalla fascia 46-60 (36,07%).

Il 19,40% dei lavoratori che ha usufruito della cassa Covid è nella fascia fino a 30 anni, il 7,94% oltre i 60 anni. 

Le aziende che hanno presentato domanda a Fsba sono 10.669 e rappresentano il 4,80% del totale nazionale di 222.717. Le ore richieste nelle Marche sono oltre 18 milioni (18.089.970)

Con riferimento alle prestazioni e alla contribuzione correlata, nell’anno 2020 le Marche hanno sostenuto una spesa di oltre 135 milioni (135.404.021,94) su un totale in Italia di oltre 2 miliardi di euro (2.228.113.333,58), pari al 6,08% e nei primi sei mesi del 2021 di oltre 35,6 milioni (35.677.508,91) su un totale Italia di oltre 605 milioni (605.371.755,74), pari al 5,89%.

L’andamento del Fondo di solidarietà bilaterale per l’artigianato vedeva a gennaio 2021 un’erogazione di oltre 6 milioni (6.068.383,26) che è salita a oltre 9 milioni (9.272.678,93) a marzo, scendendo a poco più di 3 milioni (3.127.259,53) a ottobre 2021 (ultimo aggiornamento). L’importo della sola contribuzione correlata stimata nel periodo considerato è di oltre 57 milioni (57.027176,95) di cui pagata oltre 38,5 milioni (38.545.066,26) con un residuo di quasi 18,5 milioni (18.482.110,69)

Giuseppe Santarelli_vice presidente Ebam

Il vicepresidente Giuseppe Santarelli ha riconosciuto all’Ebam «un gran lavoro svolto per l’assistenza sia alle imprese che ai lavoratori soprattutto per la sistemazione della contribuzione correlata. Un problema che Fsba sta ancora cercando di risolvere definitivamente con l’Inps».

Preoccupazione è stata poi espressa da Santarelli per l’anno 2022 perchè «molte aziende potrebbero cessare l’attività a fine anno o comunque procedere a licenziamenti dei dipendenti».

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