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MOIE / ALLA “FORNACE” PER CONOSCERE E APPROFONDIRE IL DDL PILLON

disegno di legge Pillon Moie

Incontro promosso dall’assessorato al Servizi Sociali, con la partecipazione di esperte e professioniste

MOIE, 26 marzo 2019 – Esperte e professioniste hanno parteciparto sabato pomeriggio 23 marzo all’incontro sul disegno di legge Pillon. Organizzato dall’Amministrazione comunale, tramite l’assessorato ai Servizi sociali, l’evento si è svolto alla biblioteca La Fornace.

Al centro da mesi di forti discussioni, la questione è stata affrontata da Albarosa Talevi, referente regionale del Cismai, coordinamento italiano dei servizi contro il maltrattamento e l’abuso all’infanzia, Loredana Galano (leggi l’intervista), assistente sociale e attivista del comitato “194 senza obiezione” e Raffaella Bresca, membro del comitato Pari opportunità dell’Ordine degli avvocati di Ancona e vice presidente della rete Cpo forensi marchigiani. A moderare l’incontro c’era l’assessora Irene Bini.

disegno di legge Pillon Moie

Le relatrici dell’incontro

«Sul diritto di famiglia non si possono eprimere giudizi di valore – ha detto Brescia che da 20 anni si occupa di minori e famiglie dal punto di vista penale e civile -. Con questo disegno di legge c’è una presuzione di incapacità appena i genitori si separano. Altra criticità: la garanzia di bigenitorialità è un intervento pesantissimo dello Stato nella vita delle famiglie».

Criticità anche per i minori: «Con questo disegno di legge i bambini diventano oggetto di diritto e non più soggetto – ha detto Talevi -. In pratica si torna indietro di 30 anni, a prima della Dichiarazione Internazionale dei Diritti dell’infanzia. Non riconosce ai figli la capacità di manifestare il proproio pensiero anche e soprattutto in una situazione che li riguarda in prima persona, come la separazione dei genitori. Non sono tutelati dal genitore violento bensì sono costretti a vedere, a trascorrere del tempo, con lui. I bambini sono invisibili».

«La violenza sulle donne è occupata nel ddl – ha concluso Galano -. Se la madre si oppone alla mediazione obbligatoria, e a spese delle famiglie, per proteggere suo figlio da un padre violento viene accusata di alienazione parentale. Questo concetto, che implica che al genitore vengano tolti i figli, è un concetto senza fondamento scientifico promosso dall’americano Richard Gardner, pedofilo condannato».

La conferenza rientra nell’ambito delle iniziative promosse dal Comune per il mese dedicato alla donna. Iniziative che si erano aperte proprio l’8 marzo, sempre in biblioteca, con il pomeriggio dedicato a “Le storie delle donne. Esperienze di vita”, che aveva messo di fronte quattro donne, di generazioni e di storie diverse fra di loro.

(e.d.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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