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Cronaca

Moie Area Equestre: una storia che ricomincia, cancelli aperti dopo Pasqua

Inaugurazione ufficiale della nuova gestione il 10 maggio, il presidente Uisp, Stefano Squadroni: «Contenti se all’evento potranno essere presenti anche i rappresentanti dell’Associazione Equestre Vallesina, sarebbe il segno tangibile che il bene della comunità e l’amore per i cavalli superano ogni logica di bando o di parte»

Moie – È cominciata una nuova stagione nella gestione dell’Area Equestre di via Pianello che, all’atto dell’apertura delle buste, lo scorso 19 gennaio, ha visto l’Uisp Comitato Territoriale Jesi Aps uscire vincitore dalle procedure di bando. 

L’Associazione, che ha sede a Jesi ma che da sempre svolge attività in tutta l’area territoriale della Vallesina – tra cui Moie – non è un soggetto nuovo a questo impianto: fu proprio il Comitato Uisp jesino, più di venti anni fa, a credere per primo nel potenziale di quest’area, investendo risorse importanti – circa 40.000 euro – per l’acquisto della Club House in legno che ancora oggi è uno dei simboli del Parco. L’obiettivo era, infatti, quello di creare un centro di eccellenza di caratura regionale e non solo per le attività di equitazione e cinofile.

Nelle ultime settimane dai canali social è emerso come si sia levata una crescente preoccupazione da parte di alcuni frequentatori dell’area, in particolar modo di giovani appassionati che evidentemente hanno sedimentato un particolare legame con questo luogo e con il mondo dell’equitazione. 

Evidenziando come i sentimenti rispecchino sempre una dimensione personale che va quindi rispettata, l’Uisp Jesi ritiene tuttavia, che l’emotività non debba mai essere strumentalizzata a nessun livello, specialmente andando a inserirsi in contesti che nulla hanno a che fare con la passione per lo sport.

Il risentimento, pur comprensibile in un momento di distacco, non aiuta a crescere né a guardare al futuro. La missione del nuovo gestore sarà quella di trasformare la malinconia in una nuova opportunità di condivisione di esperienze per tutti.

«Il campo equestre continuerà a essere un’oasi di sport, inclusione e rispetto per gli animali – dichiara Stefano Squadroni, Presidente del Comitato Uisp Jesi -, lo spazio verrà valorizzato come punto aggregativo per tutta la comunità, con particolare attenzione alle famiglie, alle persone con disabilità e ai giovani. La nostra intenzione è quella di aprire le porte a tutte le realtà potenzialmente interessate: scuole, associazioni locali, appassionati. Abbiamo in mente molti progetti, alcuni già avviati e altri da definire, in collaborazione con realtà inclusive in ambito occupazionale e la prospettiva che l’area di via Pianello possa diventare un volano di crescita per tanti ragazzi e ragazze. Il tutto verrà fatto mantenendo fede a quei valori di inclusione e solidarietà che sono fondativi e identitari per l’Uisp».

«Oggi riprendiamo quel filo che si era interrotto qualche anno fa – continua –  con l’unico scopo di far fiorire ciò che è stato seminato allora: oggi torniamo in un luogo che abbiamo contribuito a creare e che è parte centrale della nostra storia associativa».

Sulla tempistica di apertura al pubblico Squadroni spiega che «i tempi di avvio delle attività saranno brevi ma verranno dettati esclusivamente dalla volontà di garantire uno spazio di qualità, sicuro e pienamente accessibile. Puntiamo ad aprire i cancelli a tutta la cittadinanza da dopo Pasqua ma l’inaugurazione ufficiale la faremo il 10 maggio con una giornata interamente dedicata allo sport inclusivo».

Infine, il Presidente uispino intende lanciare un messaggio alla gestione uscente.

«Il nostro non è un progetto che nasce dal nulla, ma che poggia sulle radici profonde di chi ha curato questo prato e questi box per trent’anni. Per questo motivo desideriamo rivolgere un pensiero sincero a chi ci ha preceduto. Saremo molto contenti se il prossimo 10 maggio ci fossero con noi anche i rappresentanti dell’Associazione Equestre Vallesina. Riconosciamo il valore umano e la dedizione che hanno profuso in questo centro: la loro presenza sarebbe il segno tangibile che il bene della comunità e l’amore per i cavalli superano ogni logica di bando o di parte».

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