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Moie-Castelplanio Adeguamento orario scolastico: «Ore piene e sabato libero»
La dirigente dell’Istituto comprensivo “Carlo Urbani”, Cinzia Spogli, spiega le ragioni della riorganizzazione: lezioni dalle 8 alle 14 su cinque giorni, più tempo per la didattica e 48 ore consecutive di riposo
Moie-Castelplanio – Dopo la richiesta del Comitato Genitori di rivedere la delibera sul nuovo orario, arriva la risposta dell’Istituto comprensivo “Carlo Urbani”.
La scuola difende la scelta delle lezioni dalle 8 alle 14 dal lunedì al venerdì, con l’eliminazione dei rientri del sabato, spiegando che la decisione nasce dall’esigenza di riportare le ore a sessanta minuti e migliorare la qualità della didattica. I Comuni coinvolti hanno confermato la disponibilità a collaborare per il trasporto scolastico.
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«La decisione sull’assetto orario della scuola secondaria di primo grado dei plessi di Moie e Castelplanio – spiega la dirigente Cinzia Spogli – è maturata all’interno dell’Istituto, guidata dalla priorità del benessere degli studenti e della qualità dell’insegnamento. L’orario è il risultato del confronto collegiale e dell’approvazione a maggioranza del Consiglio d’Istituto. Le Amministrazioni comunali, rappresentate dai sindaci Giuseppe Montesi di Castelplanio, Sebastiano Mazzarini di Maiolati Spontini e Fabrizio Chiappa di Poggio San Marcello e dai rispettivi assessori all’istruzione, hanno espresso piena disponibilità a collaborare per gli aspetti di propria competenza, in particolare per quanto riguarda la gestione del trasporto scolastico, senza entrare nel merito delle valutazioni di carattere didattico e organizzativo, che spettano esclusivamente agli organi scolastici».
«Una decisione maturata sul campo, guidata prioritariamente dal bene degli studenti e dalla qualità dell’insegnamento».
«La novità risiede non nell’adozione della settimana corta, già in vigore dall’anno scolastico 2024-25, ma nell’eliminazione dei rientri mensili del sabato e nel ritorno ai moduli orari di 60 minuti lineari. Una scelta caldeggiata dal corpo docente che, alla luce dell’esperienza del passato biennio, ha evidenziato come la contrazione delle lezioni a 50 o 55 minuti abbia sottratto tempo prezioso all’apprendimento, costringendo a tagli sui programmi e causando un impoverimento delle competenze, emerso talvolta in sede d’esame. A ciò si aggiunge il dato legato al rientro mensile del sabato, giornata che negli ultimi due anni ha registrato una percentuale di assenze, da parte degli studenti, significativamente più alta rispetto al resto della settimana».
«L’adeguamento orario risponde a una precisa visione pedagogica: la fascia d’età della scuola secondaria necessita di tempi dilatati, non solo per assimilare i contenuti didattici, ma anche per consentire agli insegnanti di ascoltare e gestire le dinamiche relazionali della classe».
La scelta di questa riorganizzazione trova solide radici nel pensiero di maestri della pedagogia come Montessori, Dewey e Freinet, sostenitori di una scuola fatta di tempi distesi, pause adeguate e operatività. Il modello prevede infatti due pause di riposo durante la mattinata e l’avvio strutturale, nel prossimo anno scolastico, di una didattica laboratoriale, potenziata dagli spazi allestiti con i fondi del Pnrr».
«L’idea di fondo è garantire a studenti, famiglie e personale scolastico tempi scolastici adeguati e due giorni di riposo continuativi nel fine settimana, allineandosi agli standard di tante scuole italiane ed Europee, come abbiamo potuto vedere in questi anni durante le mobilità Erasmus».
L’adozione nelle secondarie “Enrico Fermi” e “Gaspare Spontini” dei moduli orari da sessanta minuti e l’abolizione dei rientri mensili del sabato portano con sé una serie di benefici diffusi per l’intera comunità scolastica. Sul piano didattico, il ritorno all’ora piena restituisce il giusto respiro alle lezioni, consentendo agli insegnanti di affrontare i programmi in modo più approfondito e con una maggiore continuità di apprendimento. Parallelamente, la disponibilità dell’intero fine settimana garantisce un recupero ottimale delle energie psicofisiche agli studenti e alle studentesse — con un impatto positivo specialmente per chi vive difficoltà di apprendimento — e lasciando il giusto spazio per lo studio autonomo, lo sport e la vita familiare. Infine, la concentrazione delle attività su cinque giorni genera ricadute virtuose sul territorio: da un lato la riduzione del traffico e delle emissioni di CO₂, dall’altro il contenimento dei consumi energetici negli edifici scolastici e una migliore organizzazione del lavoro per i collaboratori scolastici e per il personale di segreteria.
«Sebbene i sondaggi promossi nell’ultimo anno abbiano evidenziato una partecipazione molto contenuta da parte delle famiglie al dibattito istituzionale – conclude la dirigente – la scuola rinnova il proprio invito all’alleanza educativa. L’auspicio è che famiglie e scuola possano lavorare sempre come un’unica comunità educante. È fondamentale far crescere un clima di reciproca fiducia e di consapevolezza dei rispettivi ruoli, attraverso un dialogo costruttivo, sempre affrontato nelle sedi opportune e all’interno degli organi collegiali della scuola, che servono proprio a questo».
(foto in primo piano, il Polo Mics di Moie che ospità le attività del Comprensivo “Carlo Urbani”)
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