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Media Vallesina

MOIE / “GIORNATA DELLA MEMORIA”, INCONTRO CON LO SCRITTORE ENZO ZATTA

Evento organizzato da Anpi Media Vallesina e Comune alla biblioteca La Fornace

 

MOIE, 25 gennaio 2019Anpi Media Vallesina, in collaborazione con l’Amministrazione comunale, ha organizzato una serie di eventi per parlare di Shoah e delle leggi razziali con cittadini e studenti nella ricorrenza del 27 gennaio: la “Giornata della memoria”. La biblioteca “La Fornace” di Moie ospiterà, sabato 26 gennaio (ore 18), un incontro pubblico con Enzo Zatta, scrittore e ricercatore presso il Centro Studi “Ettore Luccini” Padova. Zatta è anche figlio di un internato militare in un campo di concentramento, oltre ad avere avuto altri familiari che hanno vissuto la dolorosa esperienza del lager. Da vent’anni conduce ricerche sulle deportazioni dall’Italia e sui lager nazisti, dal 1990 raccoglie testimonianze di reduci e di internati, promuovendo incontri e audizioni nelle scuole. È autore di libri sull’argomento (“La staffetta”, “Maria Borgato – Una vita firmata dono”, “Ilse”,  “IMI-55452”), e ha curato la stesura del volume “Storie dai Lager”.

Nelle giornate precedenti, l’autore incontrerà anche oltre 150 alunni della scuola secondaria di primo grado di Moie e Castelplanio, nell’ambito del “Progetto Legalità” dell’Istituto Comprensivo “Carlo Urbani”.

Inoltre, in occasione dell’80° anniversario della promulgazione delle leggi razziali, l’Anpi di Moie ha organizzato, per giovedì 31 gennaio, un incontro con le classi terze, sempre della secondaria di primo grado, dal titolo: “Diversi, ma uguali” con l’intervento del professor Ero Giuliodori e la partecipazione dei giovani dell’Avis di Moie. “Si tratta di lezioni di memoria attiva – spiega l’assessore alla Pubblica istruzione Silvia Badiali – che permetteranno ai giovani di riflettere su quelle tragiche pagine di storia per costruire un futuro di pace nel rispetto delle diversità”.

Dall’Anpi Media Vallesina si sottolinea, inoltre, come “uno dei principali impegni della nostra associazione è coltivare la memoria, perché ricordare vuol dire prevenire le condizioni che possono portare alla discriminazione e alle sopraffazioni; vuol dire vigilare e prestare attenzione ai gesti e agli eventi, piccoli o grandi, che hanno il segno della disuguaglianza”.

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