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Attualità

MOIE / La tradizione popolare di Santa Croce

Lo scopo del rituale contadino del 3 maggio era quello di proteggere le colture dai temporali e dalla grandine

MOIE, 3 maggio 2021 – La tradizione vuole che il giorno di San Pietro Martire con un’apposita celebrazione venivano benedetti i ramoscelli di ulivo da mettere sulle croci che venivano piantate il 3 maggio.

A Moie si rammenta che il giorno del 29 aprile dopo la Santa Messa del mattino, sul piazzale della monumentale abbazia di Santa Maria, il sacerdote era solito benedire i ramoscelli di ulivo che i fedeli portavano da casa per poi essere messi sulle croci.

I contadini nei giorni precedenti la festa preparavano le croci che erano fatte di canna, alcuni le decoravano con “cannucce” che poi infilavano nei ramoscelli di ulivo e queste erano solite rimanere fino al raccolto.

Le croci messe nei campi di grano venivano addobbate con le spighe, successivamente poste in cima al barcone sull’aia. Secondo l’antica usanza il contadino a digiuno all’alba del 3 maggio si recava in campagna per mettere la canna con il ramoscello d’ulivo benedetto e dopo averla collocata si era soliti fare il segno della croce.

Lo scopo di questo rituale era quello di proteggere le colture dai temporali e dalla grandine. Il rito religioso è legato alle manifestazioni di festa per il ritrovamento della Santa Croce di Gesù, restituita nel 628 d.c. all’imperatore Eraclio da parte dei persiani.

Questa festa da tempo è stata imposta il 14 settembre (esaltazione della Santa Croce) dalla riforma del Missale Romanum ad opera di Giovanni XXIII nel 1960/1962, ma per la tradizione popolare il giorno di Santa Croce è rimasto il 3 maggio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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