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Cronaca

Moie Primi trasferimenti dal canile Mojano, concesse le 20 adozioni richieste

Tequila, Aron, Red e Leo sono già nella nuova struttura, Musetta si unirà in settimana, quattro gravemente malati quelli che il Comune di Jesi ha lasciato in gestione esclusiva all’Associazione “I miei amici animali”, per il 2 settembre è previsto il trasferimento degli ultimi 5 cani che necessitano di sedazione

Moie – Ieri mattina, 13 agosto, il caso del trasferimento dei cani in capo al Comune di Jesi ha avuto la svolta annunciata.

Presso il rifugio “Il Mojano” di via Vallati si è svolto il passaggio di consegne tra l’associazione uscente “I miei amici animali” e la nuova affidataria “Impronte” di Senigallia. Presenti l’assessore al benessere animale del Comune di Jesi, Alessandro Tesei, il veterinario dell’Ast, dott. Ottaviani, i referenti delle due associazioni e i rispettivi veterinari.

«È stato un confronto a 360 gradi – spiegano dal Comune – per garantire agli animali tutela e condizioni di vita dignitose». 

A lasciare la struttura nella mattinata di ieri quattro caniTequila, Aron, Red e Leo.

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Dopo un’attenta analisi, fatta alla presenza dei due veterinari dell’Ast e dell’assessore, con l’aiuto delle volontarie che hanno descritto agli stessi i problemi di salute e comportamentali di tutti i cani, il Comune di Jesi ha deciso di lasciare quattro cani in gestione esclusiva dell’Associazione “I miei amici animali”, (spese di custodia in capo allo stesso), perché tre di essi gravemente malati e dunque non nelle condizioni di subire un ulteriore stress legato al trasferimento e uno perché molto anziano e compagno di vita di uno dei tre animali malati.

Si è inoltre aperta la strada all’adozione dei 20 cani richiesti dall’associazione uscente con lo scopo di tutelare il loro benessere, richiesta che in precedenza era stata respinta perchè fatta oltre i limiti del contratto, come aveva spiegato l’assessore Tesei in una nota. I relativi costi di gestione saranno interamente a carico de I Miei amici Animali che al proposito hanno aperto una raccolta fondi ancora attiva. (dona qui)

L’associazione I miei Amici Animali Onlus ora dovrà inviare la documentazione a Comune e Ast in modo tale da poter essere immediatamente autorizzata.

 «Tra loro – precisa il Comune – ci sono 7 cani anziani e vari cani giovani, in buone condizioni di salute di cui alcuni con problemi comportamentali». 

Un controllo dell’Ast ha chiarito inoltre un errore di registrazione, la cagnolina Sally, gravemente malata, non proveniva dal Comune di Jesi ma da quello di Santa Maria Nuova. Regolarizzati i registri, Sally lascia il suo posto a Caos.

Dei 34 cani quindi, 20 destinati all’adozione dell’ex affidatario, 4 (Tequila, Aron, Red e Leo) hanno lasciato il canile nella mattinata di ieri, mentre Musetta verrà trasferita in settimana. Per il 2 settembre è previsto il trasferimento complesso dei 5 cani che necessitano di sedazione.

Da un confronto tra l’associazione di Moie e l’assessore Tesei, avvenuto a fine giornata, è emersa la necessità di un’attenzione maggiore sulle nuove entrate per contrastare il fenomeno dei cani senza microchip, in particolare quelli maremmani abbandonati. 

Alla luce anche la necessità di rafforzare la collaborazione tra Comune, Forze dell’ordine e associazioni animaliste radicate sul territorio.

«Non basta occuparsi delle adozioni, servono controlli più rigorosi sugli ingressi in canile, perché molti animali arrivano da abbandoni legati a caccia e pastorizia, spesso senza microchip».

Si evidenziano infatti molte entrate di pastori maremmani, cani difficilmente adottabili, e che nella maggior parte dei casi finiscono la loro vita nelle strutture.

Il problema riguarda anche i cani sequestrati in condizioni precarie e quelli morsicatori, per i quali risulta più difficile trovare una nuova famiglia

Quando un cane entra in canile per problemi di aggressività o per la mancata capacità di gestione da parte della famiglia, nella maggior parte dei casi rimane ospite a lungo se non per sempre.

Prima di conferire un animale al canile, con conseguente aggravio di costi e problemi per il Comune, sarebbe opportuno prevedere un percorso educativo mirato a migliorare il comportamento del cane con spese a carico del proprietario, onde evitare che la riconsegna diventi la via più facile per risolvere il problema.

 

L’ingresso in canile, infatti, non comporta solo un onere economico, ma anche l’occupazione di uno spazio che potrebbe accogliere altri animali in difficoltà, con il rischio di lunghi periodi di stallo in attesa di un’adozione, che molto spesso potrebbe non avvenire mai.

«È facile puntare il dito sulle associazioni dicendo i cani non vengono adottati – ma bisogna anche confrontarsi e capire il perchè l’animale resta in canile», spiegano dall’associazione I Miei amici Animali.

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