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Bassa Vallesina

MONSANO / MERCATONE UNO: «SIAMO VITTIME E CI FANNO PURE VERGOGNARE COI CLIENTI»

 

Parla una dipendente, Anna Maria Pirani, jesina, da 20 anni al megastore di Monsano: «Abbiamo continuato a incassare gli acconti in quanto ci erano state date garanzie dallo stesso amministratore delegato, ora non credo che la merce arriverà più»

MONSANO, 30 maggio 2019 – Inconsapevoli della reale situazione in cui si trovava Mercatone Uno hanno continuato a vendere mobili.

La chiusura improvvisa del punto vendita di Monsano per fallimento, lascia nell’incertezza i lavoratori e i clienti (leggi l’articolo) che avevano recentemente acquistato i pezzi pagando acconti.

«Abbiamo continuato a vendere perché non ci era stato detto niente della situazione reale dell’azienda – spiega Anna Maria Pirani, jesina e dipendente del punto vendita di Monsano da 20 anni -. Tutti noi abbiamo lavorato tranquilli fino a quando non abbiamo letto sui social del fallimento e ci siamo trovati davanti i cancelli chiusi».

Nessun sospetto, anche perché lo scorso 14 maggio avevano ricevuto una lettera rassicurante, firmata dall’amministratore delegato della Shernon holding srl, Valdero Rigoni: «C’era scritto che stava lavorando per la capitalizzazione dell’azienda, al fine di garantire un futuro e un lavoro stabile a tutti – spiega la jesina -. Che voleva ridare dignità al marchio e che presto ci avrebbe dato sue notizie».

Per la donna la preoccupazione non è solo lavorativa: «I clienti hanno versato acconti della metà del prezzo totale ma non credo avranno mai la merce. Queste persone se la prendono con noi perché abbiamo venduto ma noi siamo stati presi per i fondelli per primi. Io mi vergogno ad andare in giro: per 20 anni ho lavorato vendendo cucine e adesso mi trovo a dover dare spiegazioni su merce pagata che non arriverà. Fino allo scorso marzo lo stipendio ci è sempre arrivato, magari con qualche giorno di ritardo. Ad aprile ci hanno congelato chiedendo il concordato, lo stipendio di maggio probabilmente non lo avremo mai».

Il punto vendita di Monsano contava 32 dipendenti ed era uno dei 55 megastore presenti sul territorio con complessivi 1870 dipendenti.

Potrebbero essere complessivamente 30-40mila gli euro di acconti versati dai clienti per i prodotti acquistati poco prima della chiusura.

Eleonora Dottori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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