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Cronaca

MONTE ROBERTO / MARCO BINI RIBATTE AL COMUNICATO DEL DIRETTORE DELLA SOGENUS: “NON CAPISCO COSA VOGLIA FAR SEMBRARE…”

MONTE ROBERTO, 30 marzo 2016 – “Giornata tranquilla, sono partito in mattinata (ieri, 29 marzo – ndr – ) e ho lavorato sino alle 15.00, nel mio giro di raccolta dei rifiuti”.

L’assessore Marco Bini è ritornato alle sue fatiche quotidiane dopo la pausa pasquale e, soprattutto, dopo il volantino di minaccia di morte recapitatogli sul posto di lavoro, alla Sogenus, che tanto clamore ha destato.

“Non ho avuto alcun problema – dice – ho pensato solo a fare il mio dovere, senza concentrarmi su quello che era accaduto ma solo sul lavoro. Ho le spalle larghe, so difendermi,  e di tutta questa storia l’unica preoccupazione è stata ed è solo quella che qualcuno si auguri di voler togliere un padre a suo figlio”.

Il direttore generale della Sogenus Mauro Ragaini (Foto CriCo)

Il direttore generale della Sogenus Mauro Ragaini (Foto CriCo)

Nella giornata di ieri è anche arrivato il comunicato del direttore generale della Sogenus, Mauro Ragaini, (si può leggere a parte) “l’ho letto – afferma Bini – ma non so come commentarlo. Mi riesce difficile. Davvero, non capisco cosa abbia voluto dire, quello che vuole far sembrare. Ripeto, è una comunicazione che non riesco a interpretare. Di certo c’è che se qualcuno fa qualcosa a Sogenus è un terrorista, nel caso contrario, vuol dire che ci si trova di fronte a una persona ansiosa o  che non ha la testa sulle spalle“.

Di fronte a quanto accaduto “ho ricevuto tanta solidarietà, anche da parte di alcuni colleghi già negli scorsi giorni ma ho dovuto denunciare il fatto – c’è un’indagine in corso – bisognava farlo. Sicuramente sarà stato un gesto insensato perché con  la gran parte dei colleghi ci lavoro ormai da quasi 15 anni con i normali rapporti che ci sono sul posto di lavoro. La questione, però, è un’altra…”

E sarebbe quella che “bisogna dividere le due situazioni. La discarica è del Comune di Maiolati mentre il gestore… gestisce. E una volta che il tutto si avvia a conclusione il suddetto gestore non può pretendere di dire “abbiamo finito, rompete le righe“.  Si lavora solo se c’è la discarica? Bisogna guardare avanti, ad altre soluzioni, ad altre logiche per il recupero dei rifiuti, cercare alternative. Occorre dare risposte ai lavoratori che in tanti anni hanno svolto le loro mansioni non solo in modo professionale ma anche con dedizione. E questo va riconosciuto”.

Poi, il pensiero conclusivo: “Adesso cosa diciamo a questi lavoratori? Finita la discarica tutti a casa per colpa di Bini?”.

(p.n.)

 

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