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Monte Roberto Villa Salvati torna a vivere dopo il restauro – Video

Taglio del nastro a Pianello Vallesina per la dimora neoclassica che ospita l’Istituto Agrario, il sindaco Lorenzo Focante: «Restituiamo alla comunità un luogo sicuro, aperto a tutti, punto di riferimento e simbolo per il paese e per il territorio»

Monte RobertoVilla Salvati ha riaperto le sue porte alla comunità nel pomeriggio di domenica, domenica 7 giugno, con una cerimonia partecipata nel parco antistante e il taglio del nastro che ha segnato la conclusione degli interventi di restauro e messa in sicurezza.

A Pianello Vallesina, la storica dimora che ospita l’omonimo Istituto Agrario, considerata uno degli esempi più raffinati di architettura neoclassica nelle Marche, è stata restituita alla collettività con una nuova veste, dopo un lavoro che ha interessato le sue parti più vulnerabili.

All’inaugurazione erano presenti il sindaco Lorenzo Focante, i membri della Fondazione Salvati, proprietaria del complesso, i rappresentanti della Soprintendenza, l’assessore regionale Tiziano Consoli, il presidente della Provincia, Daniele Carnevali, i Sindaci di Castelbellino, Andrea Cesaroni, Staffolo, Sauro Ragni, Cupramontana, Enrico Giampieri e Maiolati Spontini, Sebastiano Mazzarini, l’assessora del Comune di Jesi Emanuela Marguccio, il dirigente scolastico Alfio Albani, autorità civili, religiose e militari.

La cerimonia si è aperta con il richiamo al valore storico e identitario della villa, «un luogo ricco di storia e di tanta bellezza», non solo un edificio ma «il simbolo delle nostre radici, testimone di momenti preziosi e di coloro che ci hanno preceduti».

Villa Salvati venne costruita per volontà della omonima famiglia tra il 1805 e il 1820 – epoca rappresentata dai figuranti di Quam pulchra es di Cingoli – su progetto dell’architetto romano Giuseppe Camporese. Una dimora nata come casa di villeggiatura e come segno del ruolo raggiunto dalla famiglia nel territorio, poi divenuta sede dell’Istituto professionale per l’agricoltura.

Visibilmente emozionato, il sindaco Lorenzo Focante ha parlato di «un giorno importante per la nostra comunità».

«Restituiamo a tutti Villa Salvati, un luogo che torna a vivere – ha detto –. È da sempre un punto di riferimento, un luogo di incontro, un simbolo per il paese. Con questo intervento abbiamo sistemato le parti più difficili, rendendola sicura, rispettando la sua storia ma adeguandola ai tempi di oggi. Ora è pronta, sicura e aperta a tutti».

Il primo cittadino ha ricordato anche il opercorso che ha permesso di salvare il finanziamento di 600mila euro, inizialmente destinato a un ponte ciclopedonale poi non più realizzabile per l’aumento dei costi.

«Abbiamo scelto un percorso certo – ha spiegato – perché è importante sognare, ma è altrettanto importante non perdere risorse fondamentali per il territorio. Il ponte resta necessario e cercheremo altri fondi per realizzarlo, ma oggi consegniamo alla comunità uno spazio rinnovato, pronto per eventi, incontri e momenti da vivere insieme».

Mauro Marconi

Nel dettaglio, l’assessore ai lavori pubblici Mauro Marconi ha illustrato gli interventi eseguiti, sottolineando come le risorse disponibili non consentissero il restauro completo dell’edificio. Le scelte si sono concentrate sulle parti più rappresentative e urgenti: facciate principali, ali laterali, tetto, infissi esterni, persiane, ingresso, mezzanino, seminterrato, balconi e terrazzi. A questi si sono aggiunti lavori fondamentali per la sicurezza, con la revisione dell’impianto elettrico, l’installazione del sistema di rilevazione incendi, le luci di emergenza e il controllo delle manichette.

«L’obiettivo – ha spiegato – è stato recuperare dal punto di vista funzionale e della sicurezza un immobile rappresentativo del nostro territorio, in modo che possa fare da volano agli ulteriori interventi futuri di cui avrà bisogno». Un risultato possibile, ha aggiunto, grazie «alla sinergia tra istituzioni, Fondazione, scuola e Comune, perché quando si collabora si ottengono risultati più grandi e importanti per tutta la cittadinanza».

Tiziano Consoli

A rimarcare il valore dell’intervento è stato anche l’assessore regionale Tiziano Consoli, che ha ricordato come il progetto abbia coinvolto più Comuni e sia stato preso in carico dal Ministero delle Infrastrutture nell’ambito dei fondi Pnrr.

«Quest’opera ridà luce alla comunità e a una struttura stupenda – ha detto – utilizzata dalla comunità e per la comunità. La Regione c’è stata, facendo da interfaccia con il Ministero affinché questi fondi potessero trasformarsi in opere importanti, capaci di lasciare memoria alle nuove generazioni».

Daniele Carnevali

Per il presidente della Provincia Daniele Carnevali, Villa Salvati rappresenta un patrimonio che non può restare immobile.

«Gli elementi identitari di una comunità hanno valore aggiunto se sono vivibili – ha sottolineato –. Questa inaugurazione ci parla di una memoria viva. Un edificio storico come questo non appartiene solo al passato di chi lo ha costruito, ma al presente di chi ha il dovere di conservarlo e al futuro di chi lo vivrà».

Luca Scaloni

Un’emozione forte anche nelle parole del presidente della Fondazione Salvati, Luca Scaloni, che ha definito la giornata «storica».

«Oggi ci riappropriamo non solo di un capolavoro dell’architettura neoclassica, ma di un simbolo della nostra identità culturale e sociale – ha detto –. Questa villa non è nata per essere un museo statico, ma un luogo vivo, un laboratorio a cielo aperto, dove la tradizione agricola dei Castelli di Jesi si unisce all’innovazione e alla cultura del territorio. Custodire la bellezza è un bene e un dovere collettivo», ha concluso.

 

Alfio Albani

A chiudere il quadro, il dirigente scolastico Alfio Albani ha riportato l’attenzione sul ruolo della scuola e dei ragazzi che ogni giorno vivono quegli spazi.

«La collaborazione tra Comune, scuola, Fondazione e territorio ha permesso di mettere in campo un’idea importante – ha evidenziato –. La Vallesina è cresciuta partendo dai campi e dalle coltivazioni, poi si è sviluppata con la piccola impresa. Oggi questo luogo parla di cultura e istruzione. La bellezza educa: i ragazzi crescono qui dentro e crescono in un ambiente bello». 

Una riapertura che guarda quindi al passato, ma soprattutto al futuro di Villa Salvati, pronta a tornare punto di riferimento per Monte Roberto e per l’intera Vallesina.

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