Cronaca
Montemarciano Marina convive col degrado delle strutture di ex aziende
Stabilimenti abbandonati e pericolosi: il Comune sollecita i proprietari, ma la riqualificazione resta ancora al palo
Montemarciano – Lungo la Statale 16, nel territorio di Montemarciano, va in scena il degrado.
Arrivando da Falconara a Marina di Montemarciano fa bella mostra di se l’ex Montedison e proseguendo in direzione Senigallia, dopo il centro abitato, si stagliano all’orizzonte gli stabili avvolti dal degrado dell’ex Baby Brummel, azienda di abbigliamento che conobbe floridi periodi e garantì occupazione a migliaia di addetti sotto la guida dell’indimenticabile fondatore Giulio Tanzarella e dell’ex Annibaldi, un tempo leader nel settore degli impianti termici.

Nei giorni scorsi l’area è tornata alla ribalta per via di alcuni giovani vandali che lanciavano oggetti dal tetto dell’ex Baby Brummel verso vicina la Statale 16. Ma cosa si intende fare per recuperare l’area e ristrutturare edifici che sono immediatamente a ridosso della Ss16 e possono rappresentare un facile rifugio per sbandati e balordi?

«L’area dell’ex stabilimento Brummel – spiega il sindaco di Montemarciano, Maurizio Grilli – è una proprietà privata in mano a un fondo immobiliare lombardo. Ai proprietari dell’area abbiamo scritto all’indomani dei recenti fatti di cronaca che hanno visto per protagonisti i giovani vandali perchè intervengano tempestivamente con misure di sicurezza passiva rivolte a impedire nuove intrusioni. Noi amministratori comunali in un’area privata possiamo fare ben poco».
Il Sindaco illustra la situazione della zona.

«Da circa 15 anni l’area è compresa nella variante al Prg denominata riqualificazione di Marina. L’obiettivo della variante era da un lato regolamentare il futuro sviluppo residenziale della frazione, dall’altro armonizzare questa espansione residenziale con l’adiacente area lungo la Ss 16 in cui insistono ex insediamenti industriali e artigianali che andrebbero riconvertiti. Le basi per agevolare l’iniziativa privata rivolta a investire nel territorio ci sono perché il Comune aveva fatto tutto il necessario. Finora però è mancata la volontà o le condizioni per far sì che i proprietari di queste aree scegliessero di investire a Marina, probabilmente anche a seguito delle varie crisi su scala nazionale e internazionale che si sono susseguite negli ultimi decenni».

Maurizio Grilli sottolinea che l’attuale Amministrazione «pur attanagliata da grandi problemi di natura economica e al patrimonio immobiliare comunale, si impegnerà affinchè la zona torni a essere interessante per gli investitori privati e che qualcosa si possa concretizzare per iniziare a traghettare questo territorio comunale fuori dell’immobilismo anche grazie alla riconversione degli immobili dismessi, per iniziare concretamente a contrastare l’immagine di degrado».
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