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Attualità

POGGIO S. VICINO / Il sindaco Sara Simoncini: «La tempesta passerà e qui sarà bello vivere»

Nella piccola comunità del Maceratese al confine con la Vallesina il Covid non ha innescato focolai ma solo casi sporadici di positività

POGGIO SAN VICINO, 22 marzo 2021 – L’antico Ficano, posto a 509 metri s.l.m. e confinante con la Vallesina, è un piccolo Comune del Maceratese con 241 abitanti. Sindaco, al secondo mandato, è l’ing. Sara Simoncini, classe 1981.

Sindaco, il suo Comune è uno dei pochi dove il covid registra numeri sotto i 5 positivi o zero, quasi covid free, giusto?

«Si, effettivamente non si sono registrati mai focolai, ma solo casi sporadici di covid 19».

Da cosa può derivare questo numero contenuto? 

«Credo che il naturale distanziamento presente nei piccoli nuclei montani come il mio, sia assolutamente una condizione che aiuti a contenere la diffusione del virus. Inoltre, se si verifica un caso in un nucleo familiare si riesce a circoscrivere la situazione. Le abitazioni sono costituite per la quasi totalità da edifici monofamiliari o al massimo bifamiliari. Altro aspetto che ci tengo a evidenziare è il corretto atteggiamento dei cittadini. Sin da subito hanno percepito la gravità della situazione e hanno evitato i contatti con rigore e disciplina. E’ pur vero che affrontare il lockdown in un ambiente come il nostro è più semplice. Quasi tutta la popolazione gode di ampi spazi di verde privato, e per chi non li ha è possibile praticare attività motoria all’esterno, mantenendo un assoluto distanziamento».

Nel suo Comune è presente una bella realtà commerciale, un ristorante dove è possibile degustare prodotti tipici marchigiani. Come avete supportato questa attività in piena pandemia?

Sara Simoncini sindaco di Poggio San Vicino

«Mordi le Marche ha rappresentato una vera rinascita sociale per il paese. Quando Federico e Glaucia hanno vinto il bando per la gestione del locale di proprietà comunale, avevamo intuito il loro entusiasmo e la loro voglia di fare, ma davvero non ci aspettavamo tanta professionalità e tanta esperienza. In questo periodo di pandemia, purtroppo, come tutti i ristoranti, hanno subito gravi perdite, ma devo dire che tutta la comunità si è stretta a supporto di questa attività, non facendo mai mancare la clientela per gli asporti. Inoltre, sono riusciti essi stessi a riorganizzarsi e creare, comunque, un indotto. C’è da dire che l’alta qualità dei prodotti utilizzati e la professionalità nel cucinarli hanno assolutamente aiutato a fare da propulsore a questa tendenza».

Essendo quasi a metà del suo secondo mandato e avendo anche vissuto il terremoto del 2016, ha maturato l’esperienza necessaria per poter fare un progetto futuro. Come vede il suo paese tra un anno?

«Ci sono tantissime iniziative culturali e strutturali che abbiamo portato avanti e stiamo ancora, nonostante tutto, portando avanti. Vedo belle novità e iniziative per il mio paese. C’è tanta voglia di rinascita e di socializzazione fra le persone. Inoltre, la grave crisi pandemica, nella tragedia, ha acceso un faro su questi territori. C’è la possibilità di sviluppare percorsi turistici, agrituristici ed esperienziali. C’è la possibilità di far nascere nuove attività basate sia sull’agricoltura, che sul turismo. Si può vivere in questi territori e vivere anche bene, la priorità è però quella di riportare i servizi più vicini al cittadino, come la sanità, la viabilità, la banda ultra larga. A breve, finalmente, avremo questo servizio della banda ultra larga, ormai non più fondamentale, ma addirittura necessario. Credo di avere una visione più rosea per questi territori passata la tempesta».

Cristiana Simoncini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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