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Lettere & Opinioni

PROTESTA / “Priorità scuola”, mobilitazione anche ad Ancona

Oggi in molte città italiane «perché l’anno scolastico, malgrado la retorica del Governo e del Ministero, non è cominciato bene»

Priorità scuola, il movimento genitori, insegnanti, educatori e cittadini preoccupati per il “trattamento” che lo Stato ha riservato alla scuola durante questa pandemia Covid-19, torna a battersi per garantire equo accesso all’istruzione per tutti gli studenti.

Con l’adesione, tra gli altri, dei Cobas, Cnps, Uds, Rifondazione comunista e Potere al popolo, Priorità scuola ha organizzato per oggi, una mobilitazione nazionale, che prevede il sit in davanti al palazzo della Regione delle diverse città italiane.

Priorità scuola intende evitare un altro «anno a singhiozzo» con chiusure arbitrarie di Regioni e Comuni: per questo chiede la garanzia di presenza e continuità in tutte le scuole d’Italia, di ogni ordine e grado, e l’abrogazione della norma che consente la formazioni delle classi-pollaio.

Motivi della protesta

I motivi della protesta? Priorità scuola scrive «nulla è stato fatto» per ridurre gli alunni per classe e per dare più spazi alle scuole, perciò rimane una enorme percentuale di studenti in condizione di affollamento.

Inoltre, troppi istituti superiori in Italia hanno già reintrodotto, con l’assenso dei Collegi e dei Consigli d’Istituto, una Didattica a Distanza strutturale o paradossali forme di “Dad di prossimità“, a smentita delle affermazioni del Governo e del ministro Bianchi per cui nessun alunno dovrebbe fare nemmeno un’ora di Dad, salvo quarantene. Secondo Priorità scuola, di fatto la Dad ha un unico risultato: arricchire le piattaforme digitali e i fornitori di servizi, impoverendo la scuola e svilendo il diritto allo studio.

Il movimento critica fortemente anche il piano scuola 2021/22, secondo cui non ha proposto nessuna soluzione concreta alle carenza strutturali, preferendo le norme di distanziamento, che affliggono la scuola da decenni, ma che sono state e saranno le principali responsabili nell’impedire un’adeguata gestione dell’emergenza sanitaria, con il risultato di comprimere il diritto all’istruzione in tutta Italia.

La conseguenza? «Una scuola pubblica che non funziona e che ha prodotto, negli ultimi due anni, una spaventosa crescita del disagio psicofisico nelle fasce adolescenziali, un incremento del tasso di abbandono scolastico, un peggioramento della qualità della formazione», si legge nella pagina social del Comitato Marche di Priorità scuola.

Il movimento si scaglia duramente contro il precariato della scuola, denuncia carenze di personale Ata, il ritardo, anche quest’anno, delle nomine attraverso le graduatorie provinciali (con numerosi errori da correggere) per le supplenze.

Non mancano i disappunti sull’organizzazione dei trasporti e delle quarantene: «Non è accettabile che non sia stata ancora affrontata seriamente la questione trasporti in merito alla loro capienza e frequenza, che la scuola riparta, a settembre 2021, con protocolli rigidi per la fascia 6-12 e con criteri di quarantena sostanzialmente immutati a fronte del tasso di vaccinazione raggiunto tra i docenti e nel Paese e che le quarantene delle lavoratrici e dei lavoratori non siano retribuite».

Organizzazione

Saranno 20 le città italiane, tra cui Ancona, che prenderanno parte alla manifestazione, prevista per oggi:

Priorità scuolaComitato Marche

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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