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Alta Vallesina

PUNTO NASCITA / Santarelli, «Il ministero non può imporre la chiusura, la Regione può decidere diversamente»

Nuova presa di posizione del primo cittadino espressa tramite social network

 

FABRIANO, 18 febbraio 2020 –  Qualche giorno fa ho appreso che in Emilia Romagna ci sarebbe l’intenzione di riaprire alcuni punti nascita in aree geograficamente disagiate.

La notizia mi è giunta prima dell’incontro con la Sottosegretaria Zampa e chiaramente è stato uno dei principali argomenti di discussione nella riunione che abbiamo avuto mercoledì scorso al Ministero dove ho anche sottoposto la situazione della localizzazione degli ospedali nella nostra regione con i relativi servizi evidenziando l’assenza di assistenza alla fascia pediatrica in tutto l’entroterra.

La strada indicata dal Ministro Speranza segue quella tracciata dal suo predecessore e si basa sugli stessi principi: a 4 anni dall’applicazione della norma c’è la possibilità di analizzare quanto fatto e applicare dei correttivi se e dove necessario.

Ho letto diversi articoli e dichiarazioni su quanto sta succedendo in Emilia Romagna e sono contento di aver trovato una costanza nell’informazione data: la regione può in autonomia decidere di tenere aperti i punti nascita. Riporto in particolare un passaggio che ricalca perfettamente quanto ho avuto modo di dichiarare in diverse occasioni:

<<Nel lontano 2017, al netto delle proteste dei comitati locali, la questione sembrava ormai un caso chiuso. “Abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare”, disse Bonaccini. La Regione sostiene di aver dovuto prendere atto del diniego alla deroga arrivato da Roma, anche se il ministero non può “imporre alcuna chiusura”. “Sono stata quattro volte al ministero – rivela Emanuela Cioni, del comitato di Porretta – e i miei interlocutori mi hanno sempre detto che la Regione avrebbe potuto decidere diversamente”>>

Sono due i passaggi che mi interessano e che confermano quanto ho sempre detto: Il ministero non può imporre la chiusura e la regione può decidere diversamente

In più occasioni ho sostenuto le stesse cose ricevendo accuse di voler solo scaricare le responsabilità. Individuare i responsabili è indispensabile per provare a contrastarne le decisioni. Ma a volte nella nostra città la voglia di colpire “l’avversario” di turno è più forte della volontà di voler risolvere i problemi e si perde di vista l’obiettivo che dovrebbe sempre essere il bene comune.

Quello che sta succedendo in Emilia Romagna è questo: la regione si fa carico della riapertura dei punti nascita assumendosene le responsabilità in maniera piena. È chiaro che la prossimità delle elezioni contorna tutto con un alone di opportunismo elettorale. Ma quello che a me interessa in questo momento è avere la conferma, io non ne avevo bisogno perché lo sapevo già, che la regione può lasciare aperto o addirittura riaprire un punto nascita di sua iniziativa indipendentemente da quanto indicato dal comitato punto nascita nazionale. Una questione di volontà.

Altro discorso è la annunciata volontà di revisione del decreto 70/2015 che apre le porte a uno scenario più ampio.

Gabriele Santarelli, sindaco di Fabriano
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