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Lettere & Opinioni

REGIONALI / Fabio Pasquinelli: «Elettori traditi, occorre rimettere il popolo al centro»

Il candidato comunista commenta la tornata elettorale a margine del tour con il segretario Marco Rizzo 

ANCONA, 14 settembre 2020Fabio Pasquinelli, candidato della Lista Comunista alle prossime elezioni egionali, commenta, a margine di un tour elettorale con il segretario nazionale del Partito Comunista, Marco Rizzo, il motivo per cui, il centrosinistra sembrerebbe in svantaggio in larga parte delle regioni al voto.

Fabio Pasquinelli

«La sinistra ha tradito i lavoratori con i Benetton – afferma Pasquinelli – a volte si affida al movimentismo puramente di facciata come quello delle sardine, perfettamente funzionale al sistema e al potere. In realtà perdono consenso perché hanno tradito da decenni i lavoratori, i produttori di questo Paese ai quali, con le loro politiche, hanno tolto salari, lavoro, pensioni e diritti sociali. E oggi si lamentano perché quegli stessi lavoratori non li votano più. Non hanno vergogna. Così come non ne hanno i Cinquestelle. Partito di governo che ancora finge di essere una novità e che ha tradito i suoi elettori».

Per l’avvocato osimano, trentanovenne con una lunga esperienza politica nel movimento studentesco e operaio, gli attuali partecipanti alla corsa a Palazzo Raffaello «agiscono divisi per colpire uniti. La destra ed il centrosinistra – continua il candidato dei comunisti – sono due facce della stessa medaglia. Due populismi speculari che, mentre fingono di diversificare il loro messaggio con le rispettive propagande, si comportano, di fatto, da esecutori territoriali di una pesante limitazione della sovranità popolare e di una aggressiva espansione delle politiche economiche neoliberiste, anche di tipo autoritario, in ragione delle quali gli enti locali, sottoposti all’imposizione del pareggio di bilancio, inserito in Costituzione con riforme bipartisan, hanno proceduto a privatizzare i settori economici pubblici ed i servizi essenziali, come quello socio-sanitario, estremamente intaccato a danno, soprattutto, dei soggetti più deboli».

Netta la critica degli ultimi due lustri del centrosinistra marchigiano durante i quali «si è assistito allo smantellamento della sanità pubblica ed al finanziamento di quella privata; alla chiusura di reparti e ospedali sul territorio; al fallimento della Banca delle Marche; alla chiusura di fabbriche ed alla desertificazione industriale del territorio, con profitti milionari per i grandi imprenditori e disoccupazione per i lavoratori».

Per una coerente opposizione alla «scellerata linea del governatore uscente Ceriscioli e del suo erede designato Mangialardi, contro una destra forte con i deboli e debole con i forti rappresentata dal candidato Acquaroli, occorre rimettere al centro dell’agenda politica la tutela e la promozione della sovranità popolare, dei diritti sociali, del lavoro, dell’ambiente e dei beni comuni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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