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Lettere & Opinioni

SCUOLA / Continuità didattica per studenti disabili e autistici

Il Comitato Uniti per l’Autismo Marche chiede rassicurazioni sul sostegno scolastico per i ragazzi con disabilità 

ANCONA, 6 settembre 2020 – Il nuovo anno scolastico sta per iniziare con molti dubbi e incertezze. Per i ragazzi disabili gli interrogativi sono ancora maggiori.

Le famiglie si chiedono se sarà possibile garantire la continuità didattica, perché solo pochi bambini o ragazzi hanno la fortuna di essere affiancati da un insegnante di sostegno di ruolo.

Su tutti gli altri pende il rischio dell’ennesimo cambio di insegnante di sostegno. Le famiglie che fanno richiesta di continuità didattica per un insegnante precario si sentono sempre rispondere che ci sono delle graduatorie da rispettare. Ogni anno sempre la solita storia delle graduatorie, senza rendersi conto che il sistema scolastico da questo punto di vista ha delle falle enormi.

Gli insegnanti di sostegno difficilmente sono in classe dal primo giorno di scuola, se va bene arrivano dopo una settimana, o persino dopo un mese. Quando infine il nuovo insegnante precario arriva in classe, spesso non ha mai avuto esperienza pratica nel sostegno oppure l’ha avuta con una disabilità completamente differente e non ha una preparazione specifica per il caso che dovrà seguire.

Il continuo cambio delle figure di riferimento comporta dei danni ulteriori all’apprendimento dell’alunno disabile, già così difficoltoso. In quest’anno così particolare a causa della pandemia gli studenti di tutta Italia sono stati lontani dai banchi di scuola per diversi mesi. La difficoltà sarà ulteriore per gli studenti disabili che dovranno riabituarsi all’ambiente classe e alle modifiche degli spazi introdotte quest’anno.

Il rispetto delle norme di prevenzione dal Covid potrà essere meglio garantito da un insegnante che nel tempo ha già maturato un buon controllo educativo dell’alunno, che cosi risponderà più facilmente alle istruzioni (ad esempio, rispettare le distanze interpersonali o lavare frequentemente le mani).

Se poi dovesse ripartire la Didattica a distanza già sperimentata nello scorso anno scolastico con così tanta difficoltà, quale alunno disabile sarebbe capace di interagire per mezzo del Pc con un insegnante che non conosce e che non ha guadagnato nel tempo la sua fiducia?

La barriera comunicativa diventerebbe insormontabile se dall’altra parte dello schermo ci fosse una persona sconosciuta. La complicata procedura di reclutamento degli insegnanti precari da quest’anno è ulteriormente appesantita dall’introduzione delle graduatorie provinciali, che hanno priorità sulle graduatorie di istituto.

Le Organizzazioni Sindacali hanno già segnalato molti errori nell’attribuzione delle posizioni in tali graduatorie e questo inconveniente rischia di paralizzare l’inizio dell’anno scolastico. Soltanto quando il sistema di reclutamento funzionerà alla perfezione si potrà parlare di graduatorie.

In questo settembre così particolare bisogna andare incontro alle famiglie che hanno già avuto un carico elevato durante lo scorso anno scolastico, a valle della pandemia che ha tenuto i loro figli lontani non solo dai banchi di scuola ma anche dalle terapie. Lo scorso 6 agosto il Ministero dell’Istruzione e le organizzazioni sindacali hanno sottoscritto un protocollo d’intesa in cui si riconosce l’importanza di garantire in sede di reclutamento la necessaria continuità didattica, con particolare attenzione all’insegnante di sostegno. Purtroppo al momento gli uffici scolastici regionali non hanno ancora diramato le direttive per dare attuazione all’accordo.

Viste le attuali circostanze eccezionali, le famiglie che fanno parte del comitato Uniti per l’Autismo Marche chiedono che, in deroga alle procedure di selezione vigenti, sia data la possibilità alle famiglie che lo richiedano di mantenere lo stesso insegnante di sostegno nell’interesse dell’alunno disabile per non compromettere ulteriormente il suo percorso formativo.

Uniti per l’Autismo Marche

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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