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SENIGALLIA / L'”ESODO” DI SIMONE CRISTICCHI

Torna nelle Marche Simone Cristicchi, dopo Sanremo ecco “L’esodo” per raccontare il dramma dell’esodo istriano , fiumano e dalmata

 

SENIGALLIA, 15 febbraio 2019 – Le Marche sono più di una seconda casa per Simone Cristicchi. L’artista romano, fresco di quinto posto con “Abbi cura di me” a Sanremo, torna nelle Marche per una serata a teatro (Lunedì 18 febbraio, ore 21 “La Fenice” di Senigallia) dove racconterà con voce, parole ed immagini il dramma dell’esodo istriano , fiumano e dalmata.

Un Sanremo che l’ha vista ancora una volta protagonista con “Abbi cura di me”, una canzone da quinto posto e due premi: il “Sergio Endrigo” per l’interpretazione ed il “Bigazzi” per la migliore composizione. Cosa le rimane di questa nuova esperienza?

Una settimana divertente ed emozionante, e l’emozione è stata davvero palpabile anche nella mia interpretazione, perché con una canzone del genere è stato come mettersi a nudo di fronte a milioni di persone ed è stata una esperienza nuova ed intensa. Sono molto molto contento per i premi ricevuti, ma il premio più grande è quello di aver capito che la canzone è arrivata al cuore di milioni di italiani. Altra soddisfazione è vedere il mio ultimo disco, una raccolta, “Abbi cura di te” al secondo posto delle vendite”. Un premio ulteriore.

Nella canzone c’è un verso davvero intenso, “Perdona chi ti ha ferito, abbraccialo adesso, perché l’impresa più grande è perdonare sé stesso”, come lo dobbiamo interpretare?

Quando commettiamo un errore e facciamo del male a qualcuno, il senso di colpa per chi è sensibile è davvero forte. Questo perché si è consapevoli di aver sbagliato. La persona che sbaglia va certo criticata, ma solo l’azione non la persona perché noi come esser umani per migliorare dobbiamo sbagliare. Questo è il senso di tutto.

Navigando sui social è riemersa “aggiornata” una foto di lei ai Dyne Engine Studios di Castelfidardo. A settembre una presenza quasi misteriosa e qualche giorno fa spiegata dal fatto che lì ha registrato le voci di “Abbi cura di me”. Ci può raccontare il retroscena?

In quei giorni mi trovavo a Castelfidardo per un concerto all’On Stage, e proprio la giornata dopo è arrivata la base semi-definitiva della canzone di Sanremo. Abbiamo cercato uno studio adatto ed abbiamo trovato i Dyne Engine Studios. Manuele Pesaresi è stato gentilissimo e la voce che sentirete nel disco è registrata nelle Marche.  Un disco con 2 inediti e pezzi storici che poi durante l’estate verranno portati live in giro per l’Italia.

Lunedì prossimo “Esodo” alla Fenice di Senigallia, il dramma degli esuli istriani , fiumani e dalmati raccontato a pochi giorni dal giorno del ricordo. Sarà mai raggiungibile una memoria condivisa?

“Esodo” nasce da “Magazzino 18”, che in 3 anni di spettacoli ha conquistato oltre 200.000 spettatori. Abbiamo avuto tante altre richiesta ma non potevamo portalo in tournée con il coro di bambini, la scenografia e tutto il resto. L’impatto emotivo sarà sempre fortissimo. Così “Esodo” è una versione per raccontare il dramma degli esuli, e trae spunto dalla vicenda storica maltrattata e dimenticata. Per quanto riguarda una memoria condivisa, nei tre anni di tournée di “Magazzino 18” ci sono state contestazioni da estremisti di sinistra, perché ad una piccola parte politica, quasi invisibile, ha dato fastidio che si parlasse di un fatto storico acclarato, dei crimini perpetrati nei confronti degli italiani che vivevano in quelle terre. Io credo che la memoria non debba aver colore politico, come si commemorano giustamente la Resistenza e la lotta partigiana, si deve fare lo stesso anche per chi celebriamo nel Giorno del Ricordo.

Musica e teatro, con quest’ultimo ad avere da fine 2017 nella sua vita ancora più importanza, con il ruolo di direttore artistico del teatro stabile dell’Abruzzo. Quanto impegno e quanta soddisfazione personale?

Un privilegio innanzitutto. Dirigere un teatro stabile è un lavoro difficile ed impegnativo che richiede attenzione e presenza. Senza dimenticare l’attenzione nei confronti degli spettacoli da produrre. Ne abbiamo prodotti 3 quest’anno, senza dimenticare il cartellone della città de L’Aquila. Sento di avere la città al mio fianco, ed i 700 abbonamenti venduti in una città ancora martoriata vogliono dire qualcosa secondo me.

(Saverio Spadavecchia)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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