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SOTTO ‘E LOGGE

fotovecchie5Pensandoci bene Cupra Montana, pur nella sua piccolezza ha avuto numerose occasioni di apparire in televisione e di mostrarsi al meglio agli occhi del mondo.
La sua gente operosa e schiva ha avuto modo di mettere in risalto quella spigolosità di carattere che da sempre la contraddistingue ma che non è una caratteristica negativa anzi è solo riservatezza o meglio eccessiva prudenza nei confronti di chi non ci è del tutto familiare.
Cupra ha avuto modo di far vedere la dolcezza dei suoi clivi trapuntati di vigneti e di olivi, di campi coltivati come fossero giardini dall’amore e dal sudore copioso dei suoi contadini.
Ha avuto la possibilità di far conoscere la sua religiosità e la sua fede profonda nei suoi monasteri recuperati con arte e passione a testimonianza di ciò.
Orgogliosamente li mostra come una preghiera alzata all’Altissimo e come testimonianza antica di un ascetismo che si contrapponeva al rigore dei Fraticelli.
Le sue grotte scavate fra preghiere e scarsi riposi nel duro tufo dai monaci camaldolesi parlano di una fede talmente antica che non ci fa affatto meraviglia quella nostra di oggi,
pur se poco coltivata.
Ognuno dei suoi romitori merita un capitolo a se e se ne dovrebbe parlare più doviziosamente.
È ricca Cupra di testimonianza artistiche, di pittori dall’agile pennello, di poeti maestri di parole, di scrittori e musici, di missionari pionieri in terre inospitali, di maestri nell’arte sacra. dell’intarsio.
Se ognuno di noi prova a far seguire dei nomi ad ogni branca dell’arte e della scienza ci si accorge di quanto questa nostra terra sia stata e sia tuttora ricca di linfa e di ingegni.
I suoi artigiani hanno speso la loro arte nelle contrade limitrofe ed oltre, con le sue macine da molitura strappate con somma fatica ai conglomerati di breccia sedimentata, con le sue botti, naturale compendio alla produzione principe del paese: il Verdicchio, tanto osannato
in ogni parte dove si apprezzi il buon bere.
Oramai Cupra Montana ed il Verdicchio sono un binomio indivisibile di una sana qualità della vita ed è una fama che si porta dietro da quando i suoi prodotti partivano per allietare le mense della Serenissima o da quando gli umili corrieri curavano i loro poveri scambi (poveri soltanto per la quantità e non certo per la qualità della merce) con le famiglie della capitale e con i loro ristoratori.
Cupra, pur nella sua piccolezza gode di una buona fama sia per l’accoglienza che oggi giorno è tornata ad aumentare che per l’eccellenza dei prodotti offerti nonché per i suoi passaggi sul piccolo schermo che ne ha fornito un’immagine di serenità e di pace…

(Pietro Anderlucci)

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