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Cronaca

Il decesso Ampelio Bucci, magister del Verdicchio dei Castelli di Jesi

È morto a Milano all’età di 89 anni il simbolo dell’enologia marchigiana, imprenditore e docente, con Villa Bucci lo ha reso celebre nel mondo trasformandolo in un’eccellenza internazionale

Ostra – È morto a Milano, all’età di 89 anni, Ampelio Bucci, figura di riferimento dell’enologia italiana e simbolo del Verdicchio dei Castelli di Jesi.

Originario di Pianello di Ostra, docente universitario e imprenditore agricolo, ha legato la sua vita alla valorizzazione di un vitigno che grazie al suo prezioso contributo ha oltrepassato i confini regionali diventando un’eccellenza riconosciuta a livello mondiale.

La sua storia professionale ha radici profonde che affondano nella terra marchigiana. Alla guida dell’azienda Villa Bucci, situata tra Montecarotto e Pongelli di Ostra, seppe trasformare una realtà familiare in un marchio di prestigio internazionale. Nel 1984 fondò la cantina che porta il suo nome, imprimendo una svolta decisiva alla viticoltura locale. Alla preparazione accademica nel campo del marketing unì la visione di un imprenditore agricolo autentico, capace di innovare senza mai tradire la tradizione.

Grazie alla sua capacità di guardare lontano, Bucci rese celebre il Verdicchio dei Castelli di Jesi come vino di grande longevità, paragonabile ai migliori bianchi internazionali. Non si limitò alla produzione, ma divenne un vero ambasciatore del territorio, coniugando esperienza agricola, cultura d’impresa e promozione di un’immagine nuova delle Marche nel mondo.

Il suo impegno è stato riconosciuto da numerosi premi. Nel 2021 la Federazione italiana bignaioli indipendenti lo nominò “Vignaiolo dell’Anno”. La rivista statunitense Wine Enthusiast inserì il Verdicchio Classico Superiore Villa Bucci 2019 al secondo posto assoluto nella classifica mondiale “The Enthusiast 100” e lo premiò come miglior vino bianco italiano.

In carriera ricevette anche riconoscimenti dal Gambero Rosso, che più volte attribuì i Tre Bicchieri ai suoi Verdicchi, e da guide internazionali che lo considerarono un punto di riferimento per la viticoltura europea.

La scomparsa di Ampelio Bucci lascia un vuoto nel panorama vitivinicolo consegnando comunque alle nuove generazioni un’eredità preziosa da portare avanti anche e soprattutto nel segno di una figura di imprenditore agricolo che ha impresso una svolta decisiva nell’accostare la nostra regione alla viticoltura. La sua vita testimonia, infatti, come un vitigno radicato nella tradizione possa diventare un simbolo globale attraverso visione, coraggio e rispetto della terra.

La sua opera ha contribuito a consolidare il nome delle Marche nel mondo del vino, e la memoria del suo lavoro resterà legata per sempre a Villa Bucci e al Verdicchio dei Castelli di Jesi.

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