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Vallesina Discarica: da Lorenzo Focante a Marta Ruggeri, si allarga il fronte del “no”

Netta contrarietà espressa dal Sindaco di Monte Roberto, e la consigliera regionale del M5S chiede l’accesso agli atti per una mappatura complessiva

Vallesina – In merito al progetto di una nuova discarica per lo smaltimento di rifiuti speciali non pericolosi, presentato dal soggetto privato Nice srls, da insediare nel Comune di Poggio San Marcello, il fronte del dissenso si allarga a macchia d’olio, coinvolgendo la politica prettamente locale come pure quella regionale.

Ricapitolando: Il consigliere maiolatese pentastellato Leonardo Guerro per primo ha portato alla ribalta pubblica la spinosa questione e a supporto di una netta ostilità ha raccolto una corposa documentazione volta a dimostrare l’incompatibilità tra il progetto della discarica e il Piano regolatore generale vigente a Poggio San Marcello.

A stretto giro di posta, la consigliera regionale del Partito Democratico, Manuela Bora, ha espresso un no forte e chiaro, sollecitando anche l’intervento del Presidente Francesco Acquaroli attraverso un’apposita interrogazione. I Sindaci dei Comuni della Media Vallesina che sarebbero direttamente interessati dagli effetti dell’impianto, dopo essersi riuniti, hanno manifestato contrarietà, da esporre con materiale tecnico a supporto già nella prossima Conferenza dei servizi.

Porta chiusa anche per il onsigliere regionale di Fratelli d’Italia, Marco Ausli, che ha sferzato i rappresentanti provinciali di tutti i partiti nel bloccare immediatamente l’iter autorizzativo.

ll primo cittadino di Monte Roberto, Lorenzo Focante, ha preso carta e penna per prendere posizione, non lasciando spazio ad alcun tipo di interpretazione.

«Il progetto, qualora approvato, avrebbe un impatto significativo non solo sul Comune interessato, ma su un’area ben più ampia, coinvolgendo direttamente la Media Vallesina e i Comuni limitrofi, tra cui Monte Roberto. È innegabile che l’insediamento di una discarica comporti criticità ambientali e sanitarie sia nella fase di realizzazione, che di esercizio e post-mortem, mettendo a rischio l’equilibrio del territorio e la qualità della vita dei cittadini. Monte Roberto e l’intera area circostante hanno già dato un contributo significativo in tema di smaltimento dei rifiuti. Per decenni, la discarica Sogenus ha rappresentato un punto di riferimento per lo smaltimento, con oltre 6 milioni di metri cubi di rifiuti interrati su circa 200.000 metri quadrati. Anche oggi, pur avendo terminato la sua fase operativa, l’area resta soggetta a un lungo periodo di gestione post-mortem, che durerà per altri 32 anni, richiedendo operazioni di monitoraggio per garantire la sicurezza ambientale e sanitaria».

«Alla luce di questo scenario – conclude il Sindaco – riteniamo inaccettabile l’ipotesi di un ulteriore insediamento destinato al conferimento dei rifiuti in un’area già fortemente provata sotto questo profilo. La tutela dell’ambiente e della salute pubblica deve essere la priorità assoluta, e una nuova discarica nei pressi della Sogenus non è compatibile con questa visione. Come Amministrazione ci impegneremo con tutti gli strumenti a nostra disposizione per contrastare questa scelta e per tutelare il territorio e i cittadini, chiedendo un confronto con le autorità competenti affinché venga ascoltata la voce di chi abita e vive quotidianamente questa terra».

Non viene a mancare anche il contributo della consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Marta Ruggeri, che segue la scia aperta da Leonardo Guerro e allarga la prospettiva su tutto il territorio delle Marche.

«A vedere il rendering pubblicato dai giornali immediato è l’accostamento con il progetto proposto nella mia provincia in località Riceci e diventa forte il sospetto che vi sia una persistente e mirata ricerca di terreni agricoli liberi da vincoli allo scopo di realizzare discariche per rifiuti speciali. Da tempo vado denunciando che questo sarà il business del futuro prossimo, visto che entro il 2030 il conferimento in discarica di rifiuti urbani sarà molto ridotto e, appunto, sostituito con i rifiuti speciali. A fronte di questa prospettiva e studiando la bozza dell’aggiornamento del Prgr, la scorsa settimana ho fatto una istanza di accesso agli atti inerente agli impianti ad iniziativa privata di smaltimento presenti e sulle nuove richieste di autorizzazione nella regione Marche».

«In particolare ho chiesto di conoscere il numero di tutte le discariche private operanti al 31/12/2024 suddiviso per provincia, tipologia di rifiuti autorizzati al conferimento e le volumetrie e l’elenco di tutti i progetti di discariche in corso di autorizzazione – specifica Marta Ruggeri -. Avere un quadro completo della situazione servirà ad una più mirata progettualità sulla gestione dei rifiuti e, soprattutto, per evitare di concentrare questi impianti nelle solite aree».

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