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Cronaca

Vallesina Legge sulla Montagna: Cupramontana, Mergo e Staffolo sulle barricate

Confermati i criteri per la classificazione dello status di Comune montano, i Sindaci esclusi annunciando battaglia chiamano in causa Governo e Regione Marche

Vallesina – Con il Dpcm attuativo della legge 131/2025 (Legga sulla Montagna), vengono ufficialmente confermati i criteri di assegnazione dello status di Comune montano, fissato a 350 metri sul livello del mare.

Nello specifico del nostro territorio, dunque, vengono esclusi dalla zona montana i Comuni di Cupramontana, Mergo e Staffolo. A nulla sono servite le interlocuzioni con il presidente della Giunta regionale, Francesco Acquaroli, e con il ministro Francesco Lollobrigida per chiedere una revisione del provvedimento e ora i margini per riaprire la partita appaiono strettissimi.

I tre Sindaci, Enrico Giampieri di Cupramontana, Luca Possanzini di Mergo e Sauro Ragni di Staffolo, ricostruiscono la vicenda, tirando in ballo le scelte governative e i comportamenti della Giunta regionale:

«Esprimiamo una netta contrarietà alla nuova classificazione adottata dal Governo nazionale, ritenuta del tutto inadeguata a rappresentare la realtà delle aree interne dell’Appennino: basti pensare che – con lo scopo di aggiornare i criteri in nome di una presunta semplificazione e razionalizzazione – da un giorno all’altro Comuni storicamente montani hanno scoperto di non esserlo più, mentre altri Comuni (piccoli paesi, ma anche città) hanno improvvisamente guadagnato il titolo di montano. Assieme al danno, la beffa. Non si può tacere, infatti, perché peraltro resa pubblica da diverse uscite sui canali di informazione, l’occasione di incontro avvenuta a Loreto nel pomeriggio di lunedì 16 febbraio, quando tutti i Sindaci coinvolti, con il Presidente di Anci Marche, hanno incontrato il Governatore regionale e il ministro Lollobrigida. Presenti, peraltro, anche altri esponenti della Giunta regionale e parlamentari marchigiani. In quell’occasione era stata espressamente dichiarata la disponibilità a sospendere l’emanazione dell’atto da parte del Governo, così da poter rimodulare la classificazione e reinserire i Comuni da oggi esclusi».

I primi cittadini non si limitano al racconto amaro di una vicenda che, inevitabilmente, avrà risvolti concreti nei territori coinvolti, ma promettono battaglia.

«La perdita del requisito di montanità comporterà un indebolimento delle condizioni socio-economiche delle comunità locali, incidendo negativamente – sotto il profilo economico, normativo e istituzionale – sull’ambito scolastico, socio-educativo e sanitario, sul settore agricolo e di tutti i comparti legati all’ambiente e allo sviluppo rurale, sul livello di tassazione e sul grado di agevolazioni e incentivi a favore di famiglie e imprese, sulla titolarità ad accedere a risorse pubbliche e sulla priorità di accesso a bandi e fondi nazionali ed europei. Come non esprimere, quindi, al riguardo, un profondo disappunto e segnalare, certamente con garbo ma anche con fermezza, che siamo quanto meno di fronte a un corto circuito politico-istituzionale affatto piacevole. I Comuni di Cupramontana, Mergo e Staffolo per l’entroterra montano della Provincia di Ancona invitano la Regione Marche, con il coinvolgimento di Anci e Uncem, ad attivarsi per una revisione dell’atto, che sarà comunque contrastato nelle sedi opportune e impugnato in sede giudiziaria. Chiediamo anche, con il supporto di norme certe e atti precisi, di chiarire e di conoscere la fondatezza di quanto viene dichiarato da taluni organi di governo, secondo cui “tanto alla fine non cambierà niente” rispetto alla precedente situazione».

Dalle tre Amministrazioni comunali, che nei rispettivi Consigli hanno già deliberato atti di contrarietà alla norma e che si stanno attivando, di concerto con gli altri Comuni interessati, per ricorrere in sede giudiziaria presso gli organismi di competenza, arriva, inoltre, un appello alle autorità di governo regionale e centrale «in nome di una concreta politica delle Aree Interne che questo atto, con tutta evidenza, contraddice e ostacola».

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