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Cronaca

VALLESINA / Mascherine a 50 cent: filiera bloccata e dispositivi irreperibili

I prezzi calmierati hanno avuto la prevedibile – e dannosa – conseguenza del blocco, rendendo di fatto i dispositivi di difficile reperimento e mettendo in difficoltà fornitori, farmacie e cittadini

VALLESINA, 6 maggio 2020 – Il calmiere dei prezzi imposto dal Commissario straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri ai rivenditori di mascherine chirurgiche ha generato non poche polemiche.

Calmiere per certi versi comprensibile, era necessario limitare eventuali, seppur fisiologiche, speculazioni, e aiutare anche chi non naviga nell’oro a proteggersi.

Tuttavia, l’obbligo di vendere i dispositivi a 50 centesimi ha avuto una conseguenza prevedibile: il blocco della filiera. L’impatto sul mercato è al momento forse più negativo delle condizioni di partenza, e per comprendere la situazione abbiamo contattato alcune farmacie di Jesi e dintorni.

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«Già quando vendevamo le mascherine a 1.50 euro avevamo un margine di guadagno minimo, quando c’era – fanno sapere dalla farmacia Calcatelli di Jesi -. Quelle a 50 centesimi sono andate a ruba e terminate in tre giorni, e ora abbiamo bloccato ogni richiesta di rifornimento, perché nessun fornitore ce le vende a 30 centesimi, ovvero in perdita: il prezzo di acquisto medio oscilla tra i 65 e gli 80 centesimi. Ora speriamo nel rimborso promesso a livello statale, ma la procedura per farne richiesta è un po’ complicata. Siamo in contatto con farmacisti di tutta Italia, cercheremo di fare come sta accadendo in Toscana: le farmacie distribuiscono le mascherine trovate dalla Protezione Civile».

Le mascherine sono quindi divenute di nuovo quasi irreperibili, stavolta quelle chirurgiche a tre veli, le più semplici. Quelle che dovrebbero essere alla portata di tutti, ma che per questo calmiere avventato, pur nelle migliori intenzioni, ora sono in blocco.

Attualmente le mascherine arrivano ancora in gran parte dall’estero, e le aziende italiane che sono riuscite a riconvertirsi affrontano dei costi di produzione che è impensabile ignorare.

bambino mascherina

E mentre il gruppo Crai ha sospeso a livello nazionale la vendita dei dispositivi, anche la farmacia Farmaregno di Pianello Vallesina si era dovuta momentaneamente fermare, nel suo piccolo, per paura di commettere errori.

«Come da ordinanza abbiamo provveduto a svolgere l’inventario e ad avviare le lunghe procedure burocratiche per richiedere il rimborso della differenza tra il nostro prezzo di acquisto e quello di rivendita – ci spiegano -. Le prime comunicazioni ci sono arrivate in maniera frammentaria e poco chiara anche da parte di Federfarma, perciò anche per paura di sbagliare avevamo bloccato la vendita. Ora abbiamo ripreso a 0.61 euro, ovvero 50 cent + iva, che il Governo aveva promesso di eliminare, ma ancora non è accaduto. Nel frattempo abbiamo bloccato le richieste di fornitura: non ci vengono ancora date mascherine a pochi centesimi, anzi quelle che stiamo vendendo le avevamo pagate il doppio del prezzo al pubblico. Ci è stato detto che a breve, ovvero i primi di giugno, quindi di fatto tra un mese, ci verranno vendute intorno ai 35 centesimi per poter rispettare con più tranquillità il prezzo imposto».

Intanto la farmacia si adatta come può, vendendo mascherine lavabili anche per bambini per tamponare l’emergenza, a prezzi non calmierati.

scimpa mascherine

Lo stesso sta facendo anche la farmacia Comunale 1 di via San Francesco a Jesi: «Vendiamo massimo due mascherine a persona – ci dicono -. Il primo blocco di vendita a 50 centesimi + iva è terminato, e ora ce ne arrivano solo 50 al giorno, perché anche il magazzino che ci rifornisce cerca di accontentare tutti, fornendo quotidianamente  un solo pacco».

Con l’ultimo Dpcm le protezioni delle vie respiratorie, tendenzialmente usa e getta, diventano di fatto obbligatorie «nei luoghi chiusi accessibili al pubblico … e in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza», ma anche, come ormai sappiamo, nei famigerati incontri con i congiunti per proteggere noi stessi e loro.

Elisa Ortolani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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