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VERTENZA / Conad-Auchan: l’incontro in Regione

Salvaguardia posti di lavoro: i sindacati lamentano scarse garanzie, nessuna prospettiva e l’ennesimo rimando del problema

ANCONA, 8 febbraio 2020 – Nella giornata di giovedì Filcams Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs hanno incontrato su convocazione della Regione Marche, presente l’assessora Loretta Bravi, i rappresentanti di Margherita Distribuzione Spa per proseguire il confronto in ordine alla situazione aziendale come da indicazione del Ministero del Lavoro. Presente anche una rappresentanza delle cooperative Cia e Conad Adriatico.

Bravi Loretta

Loretta Bravi

«Nell’incontro, a carattere prettamente interlocutorio, l’avvocato Baroni ha rappresentato seppur in estrema sintesi, i tratti complessivi della vertenza nazionale corredati da declinazioni più specifiche al territorio. Si è trattato nei fatti di un aggiornamento della situazione marchigiana: 29 punti vendita complessivi della rete vendita Sma/Auchan dei quali solo 21 entreranno a far parte del perimetro Conad, mentre 8 punti vendita che occupano complessivamente 221 dipendenti, saranno ceduti a soggetti terzi e di cui ad oggi non sono noti dettagli– fanno sapere i sindacati -. Delle decine e decine di punti vendita in franchising nessuna menzione. Pesa, inoltre, sull’intera rete vendita il responso dell’antitrust che ha evidenziato nel territorio marchigiano 24 sovrapposizioni e del quale si attende per fine febbraio l’esito definitivo che potrebbe condizionare, se confermato, l’operazione complessiva».

Timore per diversi lavoratori che la nuova organizzazione possa provocare problemi agli organici: sono 76 gli esuberi dichiarati tra il personale amministrativo impiegato negli uffici delle sedi di Osimo e Offagna ricompresi nella procedura di mobilità avviata a livello nazionale per 817 esuberi complessivi.

«L’avvocato ha precisato che si tratterà di esodi volontari incentivati in alternativa a non meglio precisati percorsi di ricollocazione del personale interessato, supportati dalla richiesta di ammortizzatori sociali a copertura dell’intero anno e finalizzati al completamento del percorso di chiusura delle sedi».

Da parte della Regione, come confermato dall’assessora Bravi, c’è disponibilità ma le preoccupazioni non mancano: «Sul destino degli oltre 100 lavoratori occupati nel deposito di Osimo l’orizzonte è alquanto incerto e comunque condizionato e successivo al passaggio complessivo della rete vendita. Nessuna garanzia, nessuna prospettiva, nessuna risposta all’oggi; solo l’ennesimo rimando del problema che pesa per i lavoratori che lo vivono giorno dopo giorno, da mesi, come un macigno».

Insoddisfatti i sindacati: «Pur registrando i propositi espressi dalla controparte – concludono Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil – continuano a ritenere insufficienti le risposte fornite, ancora troppo generiche, parziali e non risolutive. A tal proposito hanno sollecitato la Regione a mantenere alta l’attenzione su una vertenza ancora non correttamente percepita in tutta la sua gravità e complessità per l’impatto che rischia di determinare a svantaggio di centinaia di lavoratori e delle loro famiglie. In attesa di ulteriori sviluppi, auspicando di proseguire in modo più proficuo il confronto sia a livello nazionale che, nel breve, anche nel suo prosieguo in sede regionale, ci riserviamo di valutare, se necessarie, la messa in campo di iniziative rivendicative e di lotta a sostegno e a tutela dei lavoratori».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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