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Cronaca

Chiaravalle Daspo urbano al 47enne che aveva devastato il Caffè del Corso

In evidente stato di alterazione aveva cominciato a inveire contro il titolare aggredendolo, scagliato sedie e tavoli contro la vetrata del bar, prendendola anche a calci e distruggendola completamente

Chiaravalle – Aveva scatenato il finimondo il 47enne originario della provincia di Foggia che risiede a Chiaravalle dove lavora come muratore.

Lunedì 17 alle 22 l’uomo si era avvicinato al Caffè del Corso in evidente stato di alterazione e aveva cominciato a inveire contro il titolare, aggredendolo a suon di pugni.

Poi, in preda a una furia incontrollabile, aveva scagliato sedie e tavoli contro la vetrata del bar, prendendola anche a calci e pugni distruggendola completamente mentre il titolare del locale con le bariste e un cliente si era barricato all’interno.

Chiaravalle Aggredisce il titolare e devasta il Caffè del Corso

Il 47enne non era nuovo a simili episodi violenti e solo la forza di un rumeno che era nei paraggi e lo ha affrontato a viso aperto ha scongiurato il peggio. Erano poi intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Jesi che lo avevano identificato e poi denunciato dal titolare del Caffè del Corso.

Anche in passato l’uomo aveva assunto atteggiamenti molto aggressivi.

Ieri mattina il questore Cesare Capocasa ha firmato ed emesso nei confronti del muratore quarantasettenne la misura di prevenzione del Dacur, il divieto di accesso agli esercizi pubblici e ai locali di pubblico intrattenimento, in considerazione del fatto che il suo comportamento irresponsabile e la violenza espressa hanno creato momenti di tensione e di paura tra gli avventori e i passanti della zona, intimoriti e preoccupati per l’eventualità di essere coinvolti.

Con il Daspo urbano il Questore ha vietato all’uomo di accedere all’interno del bar in cui l’episodio si è verificato, con il contestuale divieto di stazionare nelle immediate vicinanze del locale, avvisandolo che la violazione della misura sarà punita con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da 10.000 a 24.000 euro.

In merito all’episodio si erano succedute anche polemiche politiche con tanto di richiesta da parte di FdI di dimissioni della sindaca Cristina Amicucci che si era invece detta colpita dall’evento e vicina alle Forze dell’ordine che erano intervenute.

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