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Fabriano

Sassoferrato Fotovoltaico e Giro d’Italia femminile, la corsa del Comitato

Il Comitato Monte Strega sta presentando inoltre un ricorso sulla base della Convenzione europea di Aarhus

Sassoferrato – L’attenzione di questi due/tre ultimi mesi è stata rivolta al campo fotovoltaico di Paterno, frazione di Fabriano, e al progetto delle devastanti pale eoliche sul Monte Mesola, al quale sembra si sia aggiunto ora un identico progetto eolico nel vicino Comune di Pergola. Il Comitato Monte Strega ha condiviso e condivide la ‘resistenza’ della società civile del territorio nell’opporsi al grave danno paesaggistico che verrebbe a determinarsi nel cuore dell’Appennino umbro-marchigiano, spina dorsale del nostro Paese.

Questo territorio, dopo la crisi delle attività industriali, riteneva di poter contare sulle risorse paesaggistiche ed ambientali, venendo meno le quali ci si troverebbe senza alcuna seria prospettiva per altre possibilità di sviluppo e di futuro, ed anche di conservazione dei necessari equilibri vitali.

Il Comitato, dopo oltre un anno di impegno, su più fronti: giornalistico e comunicativo, istituzionale, di ricerca storica, volto a contrastare i progetti dei campi fotovoltaici, con moduli ubicati a terra, nella cosiddetta Piana di Serragualdo, nella zona nord del Comune di Sassoferrato, ora riconosciuta, anche a livello istituzionale, almeno così sembra, come area di interesse archeologico, si chiede ancora come sia stato possibile di dare l’autorizzazione in un’area di straordinario valore paesaggistico e in assenza di un parere assai importante quale quello della Soprintendenza Archeologica di Ancona.

L’autorizzazione ha riguardato anche la realizzazione di un elettrodotto aereo, di oltre quattro km, necessario a veicolare l’energia prodotta alla centrale Enel di Sassoferrato.

La realizzazione dell’elettrodotto comporterebbe l’esproprio di quaranta e più terreni di soggetti privati. Ora, avendo il Comune di Sassoferrato rinunciato a farlo, la decisione della Conferenza dei Servizi era stata, a fine marzo 2024, che l’elettrodotto sarebbe stato realizzato dalla Ditta privata proponente, la “Solar Challenge 7”, su delega dello stesso Comune. A distanza di tre mesi dal rilascio dell’autorizzazione, sembra che questa operazione non abbia avuto inizio, come pure non vi è stato un inizio lavori per i due impianti, collocati sulla stessa area, autorizzati ormai tre anni fa, nel 2021, per i quali sono state periodicamente concesse delle deroghe annuali.

Vi è stato recentemente un D.L. che chiede alle Regioni di fissare, perentoriamente, nel definire le aree idonee, tra le altre indicazioni, la necessità di una fascia di rispetto per i beni storici tutelati. Il Decreto 21 giugno 2024, che fa seguito all’accordo tra Stato e Regioni, pubblicato in G.U. il 2 luglio 2024, con il titolo: “Disciplina per l’individuazione di superfici e aree idonee per l’installazione di impianti a fonti rinnovabili”, al Titolo II, art. 7, recita così: “Per l’individuazione delle aree idonee le Regioni tengono conto delle esigenze di tutela del patrimonio culturale e del paesaggio, privilegiando l’utilizzo di superfici di strutture edificate, quali capannoni industriali e parcheggi”.

E ancora: “Sono considerate non idonee le superfici e le aree che sono ricomprese nel perimetro dei beni sottoposti a tutela, tenendo conto di una fascia di rispetto di m. 500 per gli impianti fotovoltaici e di km 3 per gi impianti eolici. Le Regioni possono stabilire una fascia di rispetto dal perimetro dei beni sottoposti a tutela di ampiezza differenziata a seconda della tipologia di impianto, proporzionata al bene oggetto di tutela, fino ad un massimo di km 7”.

Noi abbiamo evidenziato, in più occasioni, che nella Piana di Serragualdo, oltre all’interesse archeologico, che avrebbe richiesto un’indagine preventiva, vi è la presenza della Chiesa di S. Ugo (1731), bene storico da tutelare, iscritto nel Catalogo del Ministero della Cultura. Non si è voluto tener conto di questo dato, che ora viene rimesso in campo dal D.L. sopracitato.

Intanto alcuni cittadini, su tutta la vicenda dei campi fotovoltaici “Sassoferrato 1” e “Sassoferrato 2”, sulle modalità con le quali è stata concessa l’autorizzazione, hanno presentato un esposto, molto documentato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona e al Nucleo di Tutela del Patrimonio Culturale (NTPC) dei Carabinieri.

Il Comitato ribadisce il proprio assenso alla ricerca di fonti di energia rinnovabile, ma se ciò avviene nel rispetto delle indicazioni e delle raccomandazioni che ormai da più parti vengono avanzate, se lasciano un vantaggio ai cittadini e non finiscono con l’essere una vera e propria speculazione di pochi in nome del green e realizzata con quel denaro pubblico (PNRR) che poi il nostro paese dovrà restituire. Il CNR qualche giorno fa è intervenuto sul problema, dichiarando che in moltissime situazioni si creano dei danni che superano enormemente i vantaggi.

Oggi, 10 luglio, transiterà nella strada adiacente ai campi fotovoltaici il Giro d’Italia di ciclismo femminile. Nell’occasione si cercherà di far conoscere il problema che ha visto impegnato il Comitato dal Giugno 2023, non appena si è venuti a conoscenza di quanto si stava facendo nel più assoluto silenzio. Il Comitato sta presentando inoltre un ricorso sulla base della Convenzione europea di Aarhus, sottoscritto anche dall’Italia, secondo la quale gli interventi in materia ambientale necessitano della piena conoscenza e della partecipazione dei cittadini, cosa che nella vicenda in questione non c’è stata neppure in minima parte.

Comitato Monte Strega

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