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COVID-19 Fp Cgil: nelle Marche 3.800 contagi sul lavoro

Le donne le più colpite, il settore più coinvolto quello della sanità, Giuseppe Galli: «Aumentare il numero delle vaccinazioni, a partire dalle persone più fragili»

ANCONA, 29 marzo 2021 Covid: 3.800 contagi sul lavoro nelle Marche tra la fine di gennaio e il 28 febbraio 2021, di cui 299 contagi in più rispetto alla rilevazione del mese precedente. In Italia i contagi sul posto di lavoro sono 157 mila. È quanto emerge dai dati dell’Inail relativi agli infortuni denunciati. Sono le donne quelle più colpite e nelle Marche rappresentano il 71,6% dei contagiati.

Infermieri, medici, operatori socio-sanitari, operatori socio-assistenziali e personale non qualificato dei servizi sanitari sono i più colpiti dal contagio. Infatti il settore più esposto è quello della sanità e assistenza sociale (ospedali, case di cura e di riposo), dove si concentra il maggior numero dei contagi denunciati. Seguono le attività di trasporto e magazzinaggio (corrieri, conduttori e impiegati), le altre amministrazioni pubbliche (soprattutto vigili urbani), attività manifatturiere e servizi alle imprese (addetti alle pulizie, vigilanza).

Secondo Matteo Pintucci, Segretario Generale della Fp Cgil Marche «il mondo sanitario e assistenziale, in prima linea nella lotta al Covid, è il più coinvolto. Lavoratrici e lavoratori ogni giorno alle prese con il rischio di ammalarsi oltre alla fatica di turni estenuanti e prestazioni straordinarie per la mancanza di organici adeguati, soprattutto negli ambiti ospedalieri, sanitari e di assistenza. Peraltro occorre infatti ricordare che sono 390 gli operatori sanitari attualmente in isolamento domiciliare. Va poi ricordato che sono scaduti i contratti nazionali della sanità pubblica e di quella privata nell’ambito del settore della riabilitazione. Fondamentale sarà accelerare le procedure di vaccinazione, per questo occorrono assunzioni e risorse dedicate».

Nelle Marche le province più colpite sono quelle di Ancona con il 35,9% e Pesaro e Urbino, con il 28,4% dei casi seguite da Macerata, con il 19,8%, Fermo, con il 9,5% e Ascoli Piceno con il 6,4%. A livello nazionale, i morti sul lavoro da Covid sono stati 499, soprattutto uomini, a differenza da quanto avviene per i contagi complessivi che colpiscono maggiormente le donne, e sono concentrati nella fascia di età over 50. Nelle Marche i morti sono stati 15, pari al 2,8% del totale nazionale, di cui 3 nell’ultimo mese.

Aggiunge Giuseppe Galli, segretario regionale Cgil Marche, responsabile della Salute e Sicurezza: «Il prezzo pagato dalle lavoratrici e dai lavoratori è stato ed è ancora pesante anche in termini di tutela della salute e della sicurezza. È necessario aumentare il numero delle vaccinazioni, a partire dalle persone più fragili per arrivare il prima possibile a vaccinare i lavoratori più esposti. L’aggiornamento del protocollo nazionale sulla sicurezza sarà un momento di rilancio importante per ridefinire tutte le disposizioni anti contagio»

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