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Cronaca

Pieralisi Il nuovo Ceo Zeppelli: «Gruppo in espansione, Jesi al centro» – Video

Circa 300 i dipendenti dello stabilimento jesino «che vogliamo continuare a sviluppare tenendo ben salde le radici sul territorio», quasi 100 milioni di euro il fatturato 2023, per il 51% in mano al fondo Dea Capital dal 2020

Jesi – Quasi 100 milioni di euro di fatturato per il 2023, 500 persone assunte direttamente dall’azienda, oltre alle collaborazioni con personale esterno, stabilimenti produttivi, service e presenza commerciale in tutto il mondo, questi i numeri di Pieralisi Group presentati dal nuovo Ceo Aldino Zeppelli, insediatosi a marzo di quest’anno, che ha raccontato come l’attività del Gruppo sia proiettata verso la produzione olearia e l’applicazione industriale, puntando sullo sviluppo del centro manifatturiero jesino e del territorio, per aprirsi ai mercati internazionali.

Ingegnere meccanico, 53 anni, originario di Modena, il nuovo Ceo vanta una carriera che passa per prestigiosi gruppi multinazionali come Ariston Thermo Group, Whirlpool, Sandvick, che lo hanno portato a fare esperienze in giro per il mondo, fino al più recente incarico di Executive senior vice presidente per la divisione Loader Cranes di Cargotec.

A Jesi si occuperà di guidare la crescita del Gruppo Pieralisi, nell’ottica di sviluppo del service e del rapporto con i clienti.

«Con orgoglio sono entrato un gruppo di eccellenza del mercato italiano, conosciuto in tutto il mondo – ha spiegato Aldino Zeppelli -. Quello che sto riscontrando, ora che ho l’occasione di visitare le affiliate Pieralisi, non solo in Europa ma anche nel resto del globo, è che il marchio vanta una riconoscibilità unica sia nel mondo oleario sia in quella che ritengo essere la grande opportunità di sviluppo, l’applicazione industriale».

«Questa, come potrete immaginare, ha una prospettiva molto più ampia per l’espansione del business, rispetto al mercato oleario. Parliamo sicuramente di un mercato da miliardi di euro, dove peraltro la competenza di questo marchio è già nota. Si tratta quindi di una grande opportunità di espansione di competenze già presenti».

Nell’ambito industriale, infatti, i macchinari Pieralisi si occupano di separazione del solido dal liquido, che in ambito oleario si traduce nella spremitura delle olive ma in altri ambiti di applicazione tale tecnologia viene utilizzata per la depurazione dei fanghi e delle acque. Tutti i Comuni della Puglia, ad esempio, utilizzano gli impianti del Gruppo per la depurazione degli acquedotti. Altri ambiti di intervento sono anche il food & beverage e il settore chimico farmaceutico.

Il settore della tecnologia

Una produzione e un service, quindi, che tendono ad ampliare il proprio raggio di azione affacciandosi a nuovi settori e a nuovi mercati con l’obiettivo più prossimo di guardare allo sviluppo tenendo ben salde le radici sul territorio, ha precisato il nuovo Ceo.

«Una delle nostre ambizioni è quella di continuare a investire sulla territorialità italiana e sicuramente Jesi rappresenta un centro di eccellenza che vogliamo continuare a sviluppare, soprattutto investendo su quelle competenze che hanno fatto grande questa azienda nella parte tecnologica e di sviluppo prodotto».

«Lo dico con estremo orgoglio perché, soprattutto nell’indotto iesino, marchigiano e italiano, penso che siamo in grado di attrarre, trattenere e sviluppare quelle competenze uniche che hanno fatto della Pieralisi un’eccellenza italiana nel mondo e che contraddistinguono il prodotto italiano. Jesi è un centro importante in cui coltivare i talenti e sviluppare tali competenze, per rafforzare il territorio locale guardando verso l’espansione globale».

Il nuovo Ceo ha dunque confermato la volontà del Gruppo, il cui principale azionista dal 2020 è il fondo Dea Capital – per il 51%, il resto della famiglia -, di investire nel nostro territorio rafforzando anche i rapporti con i clienti locali e italiani, sono 500 i dipendenti diretti dell’azienda a cui si aggiungono quelli che collaborano esternamente, circa 300 nello stabile manifatturiero jesino, in via Brodolini. Il Gruppo è presente anche in Spagna e Brasile – con stabilimenti produttivi – e in Germania, Olanda, Grecia, Maghreb, quindi Tunisia e Marocco, Stati uniti e America del sud, con centri di eccellenza service e presenza commerciale.

«Dea Capital è un gruppo di private equity di primaria importanza e rilevanza europea – ha specificato -, con un portafoglio di circa 29 miliardi di euro, che ha grandi progetti di sviluppo per l’azienda Pieralisi, sia dal punto di vista delle professionalità che per ambizioni espansionistiche del giro di affari e sulla presenza globale del nostro marchio, soprattutto in due mercati fondamentali, rafforzare la presenza europea e nel Mediterraneo ma anche negli Emirati Arabi».

«La tecnologia Pieralisi può essere applicata su tutto quello che è il settore industriale. Dobbiamo puntare a essere molto più specifici al fine di indirizzare le nostre risorse e il nostro piano di investimenti laddove vediamo che ci sono necessità da soddisfare, come nel caso del piano delle municipalità, il trattamento delle acque di cui si accennava prima è una delle grandi opportunità, che è già una realtà ad oggi».

«Vogliamo replicare questi esempi di successo a livello europeo, perché queste necessità sono fondamentali e in linea con i piani di sostenibilità ambientale promossi a livello europeo e che corrispondono alla filosofia del nostro Gruppo».

«Nello stabilimento jesino abbiamo fatto grandi investimenti, negli anni scorsi, dal punto di vista manifatturiero, creando un centro d’eccellenza per la produzione delle componenti interne delle nostre macchine, quindi il cuore del nostro prodotto, questo fa dell’azienda una realtà unica».

Il settore dell’olio

Anche nel settore dell’olio stiamo assistendo a un momento di espansione del mercato e di ripresa del settore, ha confermato Aldino Zeppelli.

«Dopo due anni di contrazione del mercato del settore oleario, ci troviamo davanti a un triennio di grande espansione. Non solo per il tipo di investimenti che stanno arrivando dal Pnrr – parliamo di oltre 100 milioni di euro allocati dalla Comunità Europea per il mercato italiano – ma anche per la qualità e la produttività dei terreni estremamente alta. Terzo elemento di grande espansione anche quella geografica, se il nostro mercato naturale tende all’area mediterranea, il mercato dell’olio si sta espandendo anche nell’area degli Emirati Arabi, dove stanno arrivando grandi investimenti anche da commissori sovrani e che quindi avranno bisogno di investimenti importanti in macchinari e competenze».

«Ritengo sia un momento unico per l’espansione del mercato oleario e del brand Pieralisi. E un elemento di forza del nostro brand, sul quale continueremo a investire, è il service, quindi la prossimità ai nostri clienti. Fa parte del nostro piano di espansione, continuare a investire su centri prossimi al punto di utilizzo dei nostri macchinari e quindi ai clienti».

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