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Cronaca

Il fatto Torna il derby Jesi-Ancona, in palio c’è Federico II

Un festival in via di assegnazione al capoluogo in occasione degli 800 anni dell’Università di Napoli intitolata allo Stupor Mundi, il consigliere Giancarlo Catani: «Non possiamo permetterlo», e Antonio Grassetti: «Jesi deve recuperarlo», in ballo anche 80mila euro

Jesi L’Amministrazione comunale di Ancona promuove un evento-rassegna su Federico II, il cittadino più illustre della storia di Jesi.

Tanto basta per ridestare in riva all’Esino la mai sopita rivalità con la città dorica. L’occasione è quella della celebrazione degli 800 anni dell’Università di Napoli, che porta il nome dello Stupor Mundi, in collaborazione con la Fondazione dell’Ateneo partenopeo.

Ancona, dove potrebbe svolgersi la rassegna legata a Federico II

A darne notizia è stata l’assessore alla cultura della giunta Silvetti, la quale, da quanto riportato da un quotidiano, ha dato l’impressione che le cose siano già fatte per il capoluogo di provincia e che presto partirà un bando con una manifestazione di interesse aperto alle associazioni che vogliano aggiudicarsi l’organizzazione della rassegna, che beneficerebbe anche di 80.000 euro messi a disposizione dalla Regione Marche, anche se il festival è ancora teoricamente sulla carta.

Il consigliere comunale di “Patto x Jesi”, Giancarlo Catani

La questione non è passata inosservata alle forze politiche jesine e martedì la discussione è arrivata in Consiglio comunale, stimolata dall’avvocato Gancarlo Catani di Patto x Jesi, da sempre impegnato a stimolare iniziative volte a promuovere la figura dell’Imperatore del Sacro Romano Impero.

«Ognuno è libero di far promuovere ciò che vuole e dove vuole – ci ha spiegato Catani -, ma fare un evento su Federico II senza sentire la città che gli ha dato i natali lo ritengo quantomeno strano».

Le perplessità del consigliere comunale jesino sono state avanzate con richiesta di chiarimenti verso il sindaco Lorenzo Fiordelmondo nella seduta del Consiglio dell’altro ieri. Il primo cittadino ha riferito di non essere stato informato ufficialmente se non con interlocuzioni definite «informali e casuali» col consigliere regionale Carlo Ciccioli per «un evento non ancora arrivato a determinazione».

Lorenzo Fiordelmondo mentre risponde alle interrogazioni sul festival Federico II in assegnazione ad Ancona

L’avvocato Catani non intende comunque perdere l’occasione, lasciando ad Ancona un evento sul personaggio che vale per Jesi l’appellativo di Città Regia.

«Presenterò un’altra interrogazione formale – ci ha anticipato – all’Amministrazione comunale per il prossimo Consiglio del 30 novembre, perchè questa situazione, comunque la si pensi, non è accettabile».

Jesi, quindi, deve recuperare a tutti i costi la manifestazione sullo Stupor mundi per gli 800 anni dell’Università napoletana che porta il suo nome.

«Il Comune di Ancona è liberissimo di organizzare le manifestazioni che vuole, ma bisogna cercare di capire il perchè questo evento lo facciano loro e non noi. Magari ci hanno anticipati, ma non possiamo farci scavalcare da Ancona su una cosa che riguarda un nostro concittadino illustre. E’ un po’ come se a Jesi celebrassimo Franco Corelli (noto tenore nativo di Ancona, ndr) in occasione di una ricorrenza a lui legata».

Il consigliere di Fratelli d’Italia, Antonio Grassetti, mentre si rivolge al Sindaco

Sull’argomento dibattuto nel Consiglio comunale di martedì scorso era intervenuto in anche l’avvocato Antonio Grassetti, esponente di Fratelli d’Italia, lo stesso partito, quindi, di Carlo Ciccioli e del presidente della Regione, Francesco Acquaroli.

«So anche io che la Regione ha stanziato 80mila euro per una iniziativa che Ancona non ha ancora concretizzato. Stanno parlando di fare una commissione, ma si rendono perfettamente conto che a Jesi c’è il Museo Federico II che avrà una parte importantissima nel progetto. Anzi, non è da escludere che il museo possa acquisire il ruolo di protagonista in questa iniziativa. Per questo stimolo il Sindaco a fare di tutto affinché questa iniziativa e i fondi vengano dirottati nella sede naturale».

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