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JESI RITARDI E DISAGI, I RESIDENTI DI MINONNA ALZANO LA VOCE: “È IL PONTE DELLA VIA CRUCIS”

Ponte san Carlo

JESI, 24 settembre 2018 – È da qualche giorno sulla scrivania di molti responsabili nazionali e regionali la lettera inviata il 13 settembre scorso dal “Comitato di Quartiere Minonna e Dintorni” per denunciare i disagi che i residenti di quella zona della città, e non solo, sono costretti a sopportare a causa delle incerte condizioni di stabilità del ponte San Carlo, sopra il quale passa la strada comunale che conduce al centro cittadino.Ponte San Carlo

Questa lettera è stata inviata alla Segreteria del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, al presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, all’assessore regionale alle infrastrutture, Anna Casini, all’assessore all’ambiente e protezione civile della Regione, Angelo Sciapichetti ed al Prefetto di Ancona, Antonio D’Acunto. Per conoscenza la stessa lettere è stata inviata al sindaco di Jesi, Massimo Bacci.

Partendo dall’antefatto, vale a dire della scoperta, nei mesi passati, del precario stato di conservazione della struttura in cemento armato certificato dall’ing. Luigino Dezi, e dai conseguenti provvedimenti  adottati dal Sindaco, consistenti nella decisione di impedire il transito ai mezzi di peso superiore alle 3,5 tonnellate giudicati “giusti” dai firmatari, la limitazione al traffico viario ha avuto come conseguenza diretta una ripercussione sull’economia del quartiere che «sopravvive grazie al transito costante di collegamento con l’ingresso (Jesi Centro) della superstrada Ancona-Perugia e il collegamento tra i comuni di Santa Maria Nuova, Filottrano, Macerata e con importanti zone manifatturiere».

Sempre come conseguenza della forte riduzione del peso degli autocarri autorizzati al transito sul ponte San Carlo, anche alcuni mezzi di soccorso come quelli dei Vigili del Fuoco che, in caso di necessità, sono costretti a scegliere un percorso  alternativo che allunga i tempi di attesa per gli interventi. Stesso allungamento del percorso quartiere – centro città anche per gli autobus del trasporto urbano, per gli scuolabus e per  gli autocarri per la raccolta differenziata dei rifiuti.Ponte San Carlo

Dopo questa panoramica i rappresentanti del Comitato di Quartiere Minonna e Dintorni ricordano ai destinatari della loro segnalazione che «nella nostra regione, negli ultimi 18 anni di interventi simili di rifacimento o ricostruzione di ponti sul fiume Esino, ne sono stati fatti almeno quattro: nel Comune di Chiaravalle, nel Comune di Jesi (Ponte Pio), nel Comune di Maiolati, nel Comune di Cupra Montana. Tutti questi interventi – continua la lettera – sono stati finanziati dallo Stato, dalla Regione, dalla Provincia e con il concorso dei Comuni. Ci chiediamo come mai un’infrastruttura di notevole importanza strategica come il ponte San Carlo sia lasciata in carico al Comune».

Nella lettera inviata al ministero e al presidente della Regione, i firmatari condividono la posizione dell’Amministrazione comunale che per la sicurezza dei cittadini ha adottato i provvedimenti ritenuti necessari a evitare quanto già, purtroppo, accaduto a Genova, riducendo la larghezza dei varchi d’accesso al ponte mediante il posizionamento di blocchi di cemento per impedire il transito di mezzi pesanti.

In pratica, secondo i residenti, il Comune ha fatto tutto quello che era in suo potere fare, ma non è nelle condizioni di disporre di oltre quattro milioni di euro per procedere al rifacimento del ponte e ripristinare in tal modo quella normalità di collegamento da tutti invocata.

Ponte San Carlo«La nostra Amministrazione locale – conclude la lettera dei cittadini – non può essere lasciata sola in questa situazione, il rifacimento del ponte ha un costo troppo oneroso per le casse comunali e comunque da cittadini non possiamo comprendere come mai ci sono queste disparità di trattamento tra infrastrutture che hanno più o meno la stessa funzione»,  ma che, aggiungiamo noi, sono a carico del Comune perché in passato si decise di spostare l’inizio della Sp 362 portandolo fuori dal centro abitato di Borgo Minonna, mentre prima era all’inizio di via del Setificio e dunque a carico di un ente “superiore”.

Concludendo, i cittadini chiedono ai destinatari della lettera che «si assumano l’impegno a stanziare fondi necessari per la ricostruzione del ponte entro breve tempo perché non si possono ignorare il disagio e la preoccupazione anche psicologica dei residenti del quartiere nell’attraversare il ponte San Carlo, soprattutto dopo i gravi fatti di Genova, da cittadini consapevoli contiamo sulla Vostra responsabilità».

E come i firmatari del documento anche tutti gli altri cittadini e quanti quotidianamente sono costretti ad allungare il tragitto per recarsi in centro, dove ci sono farmacie, uffici pubblici, sedi degli organismi di sicurezza, si augurano la sconfitta di quel sistema che rode il pubblico impiego, vale a dire la burocrazia.

Sedulio Brazzini

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