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Jesina Chiariotti: «Chiedo scusa, ma avanti con me o la Jesina chiude» – Video

Il Presidente si è assunto tutte le responsabilità della brutta annata che ha portato alla retrocessione, ma ha aggiunto: «Nessuno mi ha chiesto la Jesina, quindi non ci sono altre vie, o resto o si chiude»

Jesi – Nel mesto e nel contempo teso dopo-gara di ieri allo stadio Pacifico Carotti, l’unico a parlare in sala stampa per la Jesina appena retrocessa è stato il presidente Giancarlo Chiariotti.

Il numero uno della Società leoncella si è assunto la totale responsabilità della disgraziata stagione che ha portato la Jesina al punto più basso della sua quasi secolare storia con la retrocessione dall’Eccellenza.

L’ennesimo striscione di contestazione contro il presidente della Jesina esposto ieri durante Jesina-Monturano

Il presidente ha chiesto di lasciar stare staff e giocatori (che invece sono stati pesantemente contestati poco dopo, ad eccezione di Kevin Trudo, potendo raggiungere le proprie auto solo grazie alla scorta dei numerosi Poliziotti e Carabinieri presenti) chiedendo scusa al pubblico di Jesi accorso numeroso a sostenere la squadra nello spareggio playout contro il Monturano Campiglione.

Giocatori della Jesina accompagnati alle auto dalle Forze dell’ordine per evitare potenziali contatti con i tifosi

Stimolato a fare chiarezza sulla situazione societaria, dopo che per tutta la stagione ha subito contestazioni da parte della tifoseria organizzata invitandolo a lasciare (anche prima, durante e dopo la gara di ieri), ha indicato due possibili vie.

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«Ci sono due strade in questo momento – ha riferito Giancarlo Chiariotti senza tergiversare -, siccome nessuno mi ha chiesto la Jesina, o avanti con Chiariotti oppure la chiudiamo».

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