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Polverigi Centrale biomasse, odori nauseabondi: la gente non ci sta

Problemi con l’impianto per il quale i residenti sollecitano da tempo la copertura delle vasche, la Società: «Emissioni odorigene nella norma ma troveremo una soluzione»

Polverigi – «E’ un impianto a biomasse o una discarica a cielo aperto?».

E’ quanto si chiedono residenti e imprenditori che abitano e operano nella zona vicina all’impianto di proprietà della Verdenergia in funzione dal 2013.

«Nei primi anni di vita – dicono – la struttura non ha dato problemi alle attività produttive e ai polverigiani in quanto veniva utilizzato esclusivamente materiale vegetale ma ora la situazione degenera di anno in anno».

I residenti ricordano che dal 2017 ha iniziato a sentirsi, per diversi giorni e nei diversi mesi dell’anno, un odore nauseabondo proveniente dal sito, che causava difficoltà respiratorie alle persone.

«Nel 2019, poiché la situazione non migliorava, venne indetta un’assemblea pubblica per sensibilizzare e mobilitare la comunità, unita sul fatto che, così come appariva, l’impianto non era un bel biglietto da visita per Polverigi e che non era possibile resistere agli odori».

«Il legale rappresentante della Verdenergia si impegnò a coprire le vasche e il Comune fece approvare una variante al Prg per permettere l’opera, ma nessuno ha fatto niente».

Gli organi di controllo, secondo i residenti, verbalizzano che la situazione non migliora, che le opere richieste non vengono eseguite, ma nessuno si prende la responsabilità di elevare sanzioni o di sospendere l’attività nonostante causi disagi alle attività produttive, ai dipendenti delle aziende che sono esposti a odori nauseabondi e nonostante sia impedito a chi abita nelle vicinanze di tenere le finestra aperte.

«Nelle zone limitrofe gli immobili si sono svalutati e ci sono persone che si sono dovute trasferire per i disagi. L’Amministrazione comunale si vanta di avere nuovi progetti per la comunità ma sarebbe il caso, prima, di risolvere le problematiche esistenti».

Pietro Donadone della società PaMi, che gestisce l’impianto, si dice pronto a risolvere le problematiche.

«L’Arpam ha rilevato che le emissioni odorigene sono nella norma ma cerchiamo di coprire le vasche e capiamo le persone che avvertono i cattivi odori. Vogliamo essere utili alla comunità non rappresentare una problematica».

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