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CALCIO&BASKET LA RUBRICA “L’OPINIONE DI EVASIO SANTONI”

evasio.santoni_jesiDal botto di Avezzano al cappotto di Fermo. Questa purtroppo è la Jesina da trasferta targata Bugari. Fuori casa il campionato è simile ad una frana ed è difficile spiegare la doppia faccia paragonando i successi del Carotti. Nove gol subiti nelle ultime due partite consecutive esterne è un segnale inconfutabile di una squadra con poca convinzione, poca autostima, poca sfrontatezza necessaria per ritenersi competitiva. Anche a Fermo si è notata una mancanza di durezza da parte dei leoncelli e per provare a vincere in trasferta, in questo campionato, servono una cattiveria e una lucidità differenti, che magari danno la possibilità di coprire gli errori. Tanti meriti sicuramente alla Fermana nel 4-1 conquistato e gli infortuni di gioco (Ragatzu, Arati e Cameruccio) e del pre partita (Pierandrei) non giustificano la batosta. E’ un problema di personalità? C’erano una volta aggressività e difesa. E nelle precedenti stagioni con queste armi la Jesina aveva raggiunto, e in anticipo, l’obiettivo prefissato: la salvezza. Ora sembrano non esserci più per una squadra disarmata e facile preda dell’avversario. La figura fatta nel derby di domenica scorsa lascia questa supposizione. Quali le cause? Oltre ad un già noto mal di trasferta, c’è qualcosa che è più di un sospetto: energie e mente svuotate. Come se la domenica invece di andare a giocare si parta per quelle che vengono chiamate gite fuori porta. Crisi di crescenza? Nel momento in cui tutti si aspettavano il salto di qualità subentra il vuoto mentale. Eppure giocatori con esperienza ce ne sono in abbondanza. Una pecca perdonabile, se così fosse, ma occorre una veloce reazione che in questo campionato mai c’è stata ed il mal di trasferta è diventato cronico. Bugari dovrà guardare in faccia i suoi ragazzi e richiamarli al dovere. Dire, come ha fatto nel post partita, di essere contento della prestazione è una balla colossale. Oppure manifesta debolezza e non sa cosa fare. Il giudizio sulla squadra è negativo come la prova di alcuni singoli. Appare chiaro che se si subiscono clamorosi gol come a Fermo la spiegazione non possa che essere addebitata a cali di attenzione, dei quali non si conoscono le cause, e che spetterebbe al mister correggere e risolvere. La cronicità del mal di trasferta si manifesta nella modalità e nelle prestazioni che a volte non sarebbero poi proprio da gettare. Il tempo dell’affermare, come giustificazione, che l’obiettivo è la salvezza è non credibile: questa squadra può e deve solo ambire ad un posto play off. Il resto sarà da considerare una stagione sottotono!
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