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Attualità

Castelbellino  «La sicurezza dei cittadini non può attendere» 

Federica Carbonari, capogruppo di Ritroviamo Castelbellino, torna sulle questioni che riguardano lo svincolo della Ss 76, e attacca il Sindaco

di Marco Pigliapoco

Castelbellino, 23 ottobre 2022 – In merito all’annosa questione della sicurezza all’altezza dello svincolo della Ss 76, in località Castelbellino (zona ex Calamity), si registra l’intervento di Federica Carbonari, capogruppo di Ritroviamo Castelbellino, da sempre al fianco del Comitato via Molino.

Nei giorni scorsi il Sindaco Andrea Cesaroni aveva nuovamente ribadito la posizione dell’Amministrazione, ma le parole pronunciate non hanno affatto convinto l’opposizione.

«La questione rotatoria rappresenta la soluzione madre per porre fine alle pericolosità del tratto stradale – spiega Federica Carbonari – ma non è l’unica soluzione, né possiamo aspettare che, nell’eventualità si faccia un progetto, non si prendano misure necessarie e contingenti per ridurre il rischio di incidenti stradali».

La capogruppo di Ritroviamo Castelbellino torna anche sul tema dell’assemblea indetta dal Comitato in sede Cis.

«Come gruppo consiliare abbiamo appoggiato la richiesta e aderito all’incontro. Quella che è mancata è stata la presenza del Sindaco di Castelbellino. Apprendiamo che la mancata partecipazione è dovuta alla presentazione di un esposto alle competenti autorità. Non ritengo sia giustificabile un atteggiamento del genere. Una grande e grave mancanza di rispetto verso chi, da anni, cerca risposte e che puntualmente si vede sbattere porte in faccia».

«L’esposto, tra l’altro, non era indirizzato al Sindaco di Castelbellino, ma interessava le autorità coinvolte al fine di trovare delle soluzioni. Spiace constatare che si continua a parlare di bandi, come se la sicurezza possa aspettare. Una sicurezza che ad oggi non c’è, e nessuno prende misure idonee. Non vedo segnaletica stradale, e non mi risulta sia mai stata fatta una variante al piano regolatore».

Anche sul tema specifico della rotatoriaFederica Carbonari alza la voce.

«La conferenza dei servizi era chiamata a decidere e verificare la fattibilità di un progetto già finanziato, con dei tecnici già pagati. Perché non si è utilizzato questo strumento per apportare modifiche? Perché bocciare a priori? Perché rivolgersi ad uno studio tecnico esterno, comportando un aggravio di tempi e spesa pubblica? Questi sono i dubbi che esprimiamo; se poi la rotatoria si farà saremo i primi a festeggiare, ma ad oggi, dopo tanti anni, non abbiamo visto niente».

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