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Alta Vallesina

FABRIANO / “IL TEATRO, GREASE E TOMMASO PAOLUCCI”: NE PARLA IL REGISTA SAVERIO MARCONI

Parla Saverio Marconi, il regista di “Grease”

 

FABRIANO, 3 gennaio 2018 – Questa sera, ore 21, il teatro Gentile sarà il palco per raccontare ancora una volta la storia di Danny Zulo e Sandy Olsson. “Grease”, il musical dei record, andrà in scena a Fabriano portando una festa travolgente – per la regia di Saverio Marconi – che dal 1997 accende le platee italiane, e ha dato il via alla musical-mania trasformandosi in un vero e proprio fenomeno di costume “pop”.

Proprio attraverso le parole di Marconi il racconto del successo di un musical amato da generazioni diverse ed un ricordo di un amico che ha fatto grande il teatro marchigiano (ed italiano), Tommaso Paolucci.

22 anni circa dalla “prima”, quasi 2.000 spettacoli, spettatori verso i 2 milioni ed uno spettacolo ancora a teatro: quanto voglia c’è di “Grease”?

La voglia è sicuramente tantissima, ma la cosa più interessante è la voglia di vedere questo spettacolo da  spettatori di 20 anni che all’epoca della prima ancora nati. Ci sono tanti giovani che non lo hanno mai visto a teatro, ma lo conoscono per la musica e per il film di Randal Kleiser con John Travolta ed Olivia Newton-John.

Come mai questo amore per gli States negli anni ’50 e per “Grease”?  Per caso può essere anche merito del Summer Jamboree di Senigallia?

Certamente sì. Senigallia è l’esempio dove vediamo gli anni 50 puri. “Grease” non è puramente anni ’50 perché è stato originariamente composto come musical 20 anni dopo, negli anni ’70. Il musica ingrana, arriva a Broadway per un successo incredibile e poi arriva al grande schermo a fine decennio.

Siamo a Fabriano, siamo nelle Marche. Terra di Tommaso Paolucci con cui ha collaborato a lungo. Cosa ci può raccontare di lui a distanza di quasi 7 anni dalla scomparsa?

Era una valanga, un vulcano: era tutto. Quando lui è diventato parte della Compagnia della Rancia siamo stati davvero felici. Con il primo spettacolo che abbiamo fatto assieme, “La piccola bottega degli orrori”, abbiamo avuto subito una grande visibilità nazionale. Era un grandissimo professionista ed amava il teatro più di ogni altra cosa. Era anche e soprattutto un amico carissimo, con cui ho passato momenti belli e meno belli com’è logico nella vita. Lo abbiamo perso troppo presto, perché era uno dei miei punti di riferimento anche dopo aver lasciato la Compagnia della Rancia”.

(s.s.)

– foto di copertina dal sito http://www.compagniadellarancia.it –

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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