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JESI At Taqwa, la scuola coranica entra nella Consulta per la Pace

Istituita per «soddisfare sia le esigenze del percorso scolastico che la conoscenza della cultura di origine» favorendo così il processo d’integrazione

JESI, 27 gennaio 2020 – Momento di incontro, partecipazione e presentazione per At Taqwa – Il temere -, la scuola coranica per bambini in predicato di essere il 31mo componente della Consulta per la Pace di Jesi.

E sono stati anche gli stessi bambini a presentarla con una recita, letture dal Corano,  sermoni in italiano.

«Credo che martedì in occasione dell’assemblea – ha detto il coordinatore della Consulta, Paolo Gubbi – ci sarà il pronunciamento a favore di questo nuovo ingresso. Sono, questi, i giorni della memoria ed è importante cercare la convivenza pacifica per non ripetere vecchi e nuovi errori».

Paolo Gubbi è stato uno dei partecipanti all’incontro – evento, c’erano anche il sindaco Massimo Bacci e assessori, che si è tenuto alla Casa del Popolo, ieri mattina, proprio per presentare la nuova associazione culturale sorta «per creare un ponte di comunicazione con le scuole – ha spiegato Wahbi Youssef, organizzatore e responsabile degli eventi di At Taqwa e dinamico past president del centro culturale islamico Al Huda  -. Dopo le segnalazioni raccolte da insegnanti, genitori, amici, è nostra volontà trovare la giusta combinazione capace di soddisfare le esigenze del percorso scolastico formale, integrativo e inclusivo, garantendo nel contempo agli alunni anche la conoscenza della loro lingua e cultura di origine, preservando la loro identità culturale, quindi, senza perdere le opportunità della formazione scolastica».

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Nel dettaglio, comunque, «gli insegnamenti della nostra scuola – ha sottolineato – non si limitano solo a questo ma si estendono alla diffusione di principii e valori della convivenza e dell’educazione civica. Essa si propone come complemento di formazione per i nostri figli e alunni e mai come sistema alternativo o sostitutivo a quello scolastico nazionale. E per far questo occorre la collaborazione di tutti».

Massimo Fabrizi, dirigente dell’istituto comprensivo Federico II, che fa già parte della Consulta per la Pace, l’ha definita «una giornata emblematica con bambini che portano la loro cultura nella comunità di Jesi. Un momento di confronto con loro che sono già inseriti nelle nostre scuole. Il processo di integrazione richiede ancora un lungo cammino da entrambe le parti ma siamo sulla buona strada, la volontà di una maggiore conoscenza reciproca c’è».

«Giusto mantenere vivo il filo conduttore con le proprie radici, ci sono famiglie che provengono da molto lontano – ha affermato il Sindaco nel suo intervento di saluto -, coltivando nel contempo i principi della convivenza civile, il rispetto, la fratellanza. Ma questa è una comunità staordinaria, l’ho affermato altre volte, che sta facendo un grande sforzo sulla strada dell’integrazione».

L’assessore e vice sindaco Luca Butini ha rimarcato di aver «toccato con mano il seme piantato diversi anni fa, ascoltando parole di grande saggezza pronunciate da bambini e bambine, che sono anche nati qui, ma di famiglie di origine straniera».

«Un incontro molto importante – la sintesi dell’assessore ai servizi sociali e sanità, Marialuisa Quaglieri – dove si è parlato di inclusione, solidarietà, pace, famiglia, dei diritti fondamentali che devono sostenere la convivenza. La loro volontà di entrare nella Consulta per la Pace dimostra quanto sia importante collaborare insieme portando avanti i valori fondanti del vivere civile».

A Imparare in allegria, come è stato denominato l’evento, hanno preso parte anche  il consigliere straniero aggiunto Kazi Fokhrul, il presidente e il segretario di At Taqwa, Alam Robiul e Kamal Ahammad.

(p.n.)

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