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Cronaca

JESI «Che sia un Natale ricco di speranza per chi soffre»

Il messaggio natalizio del vescovo della diocesi di Jesi, don Gerardo Rocconi

JESI, 25 dicembre 2021 Abbiamo visto l’amore vincere: è il canto che nell’ultima Giornata Mondiale della Gioventù a Cracovia i nostri ragazzi rilanciavano ogni momento. Ho voluto riprendere queste parole per farvi gli auguri di Buon Natale. 

Il tempo difficile che viviamo e i messaggi di morte che ci arrivano, ci invitano a pregare e a supplicare: Signore donaci di vedere il tuo amore che vince

E il Natale è una risposta a questa preghiera: vince l’Amore, vince la Vita. 

Il Natale porta con sé un messaggio di vita: lo afferma quel testo evangelico che più volte leggeremo in questi giorni: In principio era il Verbo. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini… Veniva nel mondo la luce vera… E il Verbo si fece carne (cfr Gv 1,1-14).

E il Verbo, il Figlio di Dio, Lui che è luce e vita, cosa è venuto a fare in mezzo agli uomini? Così continua il Vangelo: A quanti lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: da Dio sono stati generati (ib).

E là dove il Signore della vita è accolto, la vita diventa preziosa, sempre. La vita di ogni uomo acquista un significato nuovo, meraviglioso. 

Certo, è facile per me dire così: sto bene! Ma questa sicurezza è autentica o mi viene semplicemente dal non aver problemi particolari? Se le cose cambiassero, resterebbe questa certezza? Io voglio sperare di sì e chiedo intensamente al Signore che i miei pensieri restino sempre pensieri di fiducia e di speranza anche nelle prove.

Ma in questi giorni a Jesi c’è stato un fatto piccolo, ma importante; abbastanza silenzioso, ma estremamente significativo; discreto, ma dirompente nel significato. Sappiamo che questo è il modo di parlare di Dio, per cui può ascoltare solo chi si rende disponibile all’ascolto. E il fatto è questo: fino a domenica 19 c’è stata al Palazzo dei Convegni una mostra fotografica dal titolo: Sla: Senza Limiti all’Amore“.

Una mostra fotografica che raccontava prima la vita serena di Antonio B. fino a un giorno buio del 2011 in cui gli venne diagnosticata la Sla, per arrivare poi al 2012 in cui Antonio si è definitivamente allettato. Al momento attuale Antonio è lucidissimo, ma non è in grado di fare il minimo movimento, con quel che ne consegue. 

La moglie Maila dal 2012 ha deciso di rinunciare al lavoro per dedicarsi completamente al marito. Di fronte a queste foto l’impatto è stato duro: eppure portavano con sé un messaggio di amore e speranza. Ce n’era una dove Antonio sulla maglia aveva questa scritta: Non ho più voglia di morire.

Ce ne erano altre dove lo si vedeva circondato dall’affetto di Maila, dei figli e di tanti amici.  Una foto era particolarmente toccante: uno scatto dove la nipotina lo accudiva.

Mentre visitavo la mostra ho chiesto a Maila: Tutto tranquillo con il Signore? E Maila mi ha risposto così: Oggi sì. Ieri di fronte anche ad altre difficoltà c’è stato un momento di ribellione… ma oggi vedo tanti segni della sua presenza

E me ne ha elencati parecchi, ma non li posso riportare perché entriamo in un discorso che sarebbe una invadenza e quindi poco rispettoso. Ma a conclusione mi ha detto che la fede per lei è stata fondamentale. Perché quest’anno ho scelto  questo modo per farvi gli auguri? Perché il Natale è festa di luce e di vita. E ciò che vi ho raccontato ci parla in maniera meravigliosa del Natale. Ci dice la strada per amare la luce e la vita.

Ci fa capire che per amare la luce e la vita sono necessarie due cose: bisogna anzitutto avere incontrato l’Amico e poi bisogna essere accompagnati da tanti amici.

Di fronte alle fatiche che gli uomini vivono, noi cristiani siamo interpellati su due fronti: da una parte annunciare e parlare di questo Amico fedele che si chiama Gesù, dall’altra parte è necessario creare ovunque quelle buone relazioni che non fanno sentire soli

Non tocca a noi giudicare chi è arrabbiato con la vita, ma tocca a noi credenti offrire alternative alla disperazione, per esempio raccontando che l’Amico che viene a portare luce e vita e gli amici che sostengono e accompagnano, hanno aiutato qualcuno (tanti) ad amare la vita. 

L’Amico… gli amici: che non sia, quindi, la via da annunciare e proporre? Cosa che del resto fa l’apostolo Giovanni: Quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che le nostre mani toccarono del Verbo della vita… noi lo annunciamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia piena. (Cfr 1Gv 1,1-4)

Buon Natale:  ricco di speranza e solidale con chi soffre.

+ Gerardo Rocconi Vescovo

Gli auguri di buon Natale del vescovo di Jesi, mons. Gerardo Rocconi hanno un riferimento alla sofferenza mondiale per la pandemia e alla sofferenza delle famiglie di chi a Jesi rischia di perdere il lavoro allo stabilimento della multinazionale Caterpillar.

«Mentre stiamo rincorrendo chi non si è vaccinato – ha detto il Vescovo – è ora di pensare a chi non può avere il vaccino e trovare delle soluzioni affinché sia somministrato anche a chi abita nei paesi poveri».

Il Vescovo ha chiesto a tutti di essere solidali e vicini a chi è in difficoltà, a prendere a cuore le situazioni delle persone seguendo lo stile di Dio che si fa prossimo in Gesù.

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