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JESI CONTI IN ORDINE, L’AMMINISTRAZIONE BACCI RISPONDE AL PD JESINO

JESI, 30 aprile 2018 – Dopo la sortita di Andrea Binci del partito democratico che criticava le mancate entrate nel bilancio comunale gestito dall’amministrazione Bacci dal palazzo puntuale è giunta la replica.

“Spiace che il Pd – si legge nella nota – continui a strumentalizzare i numeri di bilancio in maniera poco corretta. Tutte le obiezioni riportate nell’ultimo comunicato sono esattamente le stesse espresse in Consiglio Comunale, rispetto alle quali vi è stata una chiara, esauriente e dettagliata spiegazione sia da parte del Dirigente dell’Area Servizi Finanziari, sia del Sindaco”.

In sintesi viene evidenziato che

il bilancio 2017 si è chiuso con un avanzo di 5 milioni che sono stati accantonati per le riserve di legge, non certo con un disavanzo di 1,8 (il Pd fa confusione tra contabilità finanziaria e conto economico);

in ogni bilancio ci sono voci di entrata e di uscita: parlare di 25 milioni di residui attivi leggendo una sola parte dello strumento finanziario, significa generare solo confusione: è come pensare di avere un milione in più per un mutuo di tale importo contratto, senza vedere che alla voce uscite i soldi sono serviti per finanziare un’opera pubblica;

le entrate, comprese quelle tributarie, sono esattamente in linea con quelle degli anni precedenti; il non riscosso non significa che non sarà incassato, in quanto saranno emessi i relativi ruoli di pagamento nei termini previsti dalla legge;

le spese correnti e quelle di investimento non scontano minimamente le eventuali mancate entrate, dal momento che per legge è istituito il fondo crediti di dubbia esigibilità e dunque con le nuove norme non è possibile – a differenza di quanto si poteva fare in passato quando il Pd era al governo della città – spendere soldi non incassati.

“Ad ogni modo – ha sottolineato il sindaco Massimo Bacci – ci piacerebbe confrontarci pubblicamente con il Pd sulla gestione della finanza pubblica qui a Jesi negli ultimi 10-15 anni. È bene che Jesi sappia fino in fondo come venivano spesi i soldi dei cittadini tra consulenze e società partecipate e la fatica che hanno compiuto le liste civiche per risanare il bilancio e mettere i conti in perfetto ordine”.

 

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