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Jesi Gabriele D’Annunzio, tra poesia e kolossal cinematografico

Conclusa la rassegna a Palazzo Bisaccioni con la partecipazione di Paolo Logli e Luca Violini

Jesi – Una rassegna culturale su Gabriele D’Annunzio ha chiuso i battenti a Palazzo Bisaccioni, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi.

Un tuffo non solo su le tamerici salmastre ed arse, così il D’Annunzio della mia carriera scolastica ma, soprattutto, un occhio importantissimo, su di un film, Cabiria, probabilmente il primo kolossal in assoluto nella storia del cinema per le oltre tre ore di durata, per la straordinaria e intelligente regia che già preconizzava il futuro.

Il richiamo al futurismo e a Filippo Tommaso Marinetti è pertinente, dato che D’Annunzio rappresentava molte delle qualità dell’eroe futurista: aveva coraggio, ottimismo, amore per la velocità e le macchine, insofferenza politica per lo status quo, amore per la vita.

Così dicono.

Come dicono che non fu lui il regista bensì lo sceneggiatore, altri addirittura sussurrano che non fu neppure quello. Ma era una firma, come quella che mise su di un contratto che gli fece, per lo meno, ripianare una caterva di debiti.

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Tornando a Cabiria, che abbiamo visto in un’ottima proiezione durata circa la metà del film originale, possiamo affermare senza ombra di dubbio che il regista Giovanni Pastrone realizzò nel 1914 un vero e proprio capolavoro, un racconto per immagini in normale movimento, non come ricordiamo i vecchi e accelerati film muti, che voleva mettere insieme pittura, teatro, musica e letteratura.

Luca Violini,

Ce lo hanno raccontato, in una narrazione asciutta e senza giudizi strumentali, Paolo Logli, autore di cinema d’autore, televisivo e teatrale, che ha avuto accanto, con perfetti e coinvolgenti interventi letterari, l’attore, doppiatore e regista Luca Violini, la ciliegina sulla torta, the voice, come lo chiamiamo noi da tempo immemorabile.

Che ha salutato il numerosissimo e attento pubblico con i versi de La pioggia nel pineto , composta dal vate per Eleonora Duse, grande attrice, che nel componimento accompagna il poeta durante una passeggiata estiva in campagna finché un temporale non li sorprende, lasciandoli soli e intimi nel pineto, sotto l’acqua che cade e che crea un’atmosfera surreale.

Tantissimi i complimenti e gli applausi, un pomeriggio che ha avuto anche il pregio di vedere un film ambiziosissimo, che ha creato un riferimento nella storia del cinema. 

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