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Cronaca

JESI / Gli acrobati indesiderati delle altalene per disabili

Divieto di utilizzo improprio eppure spesso ignorato, lo sdegno di Selena Abatelli che con il suo Dream Day ne ha promosso l’installazione

JESI, 4 agosto 2020 – «Sono estremamente stanca e irritata per la mancanza di figure genitoriali, situazione che permette poi ai figli di fare ciò che vogliono», questo lo sfogo di Selena Abatelli fondatrice del Dream Day da sempre vicino alle persone diversamente abili. E che per queste si attiva con iniziative a sfondo benefico e donazioni.

Sono passati pochi anni quando grazie all’opera instancabile di Selena e dei suoi tanti sostenitori sono state installate in vari parchi cittadini, Ex Smia, Vallato, giardini pubblici – esempio unico in Italia –  altalene capaci di ospitare carrozzine a rotelle. Un’opera questa, importantissima perché permette anche a chi non avrebbe potuto di poter godere di un gioco come l’altalena con il massimo della sicurezza.

Da tempo però queste altalene dedicate sono state prese di mira da atti vandalici, come al Parco del Vallato o da gruppi di ragazzini che entrano dalle barre orizzontali, non solo non rispettando il regolamento che ne vieta l’utilizzo a persone normodotate ma anche senza sicurezza. Pensiamoci un attimo. Se tra dieci ragazzini che vi entrano uno di loro dovesse scivolare o mettere fuori gambe e piedi e farsi male, di chi sarebbe la responsabilità? 
È avvenuto ancora nell’area inclusiva dei giardini di Viale Cavallotti, nello spazio giochi dedicato e Daniela&Red.
Nel cartello attaccato all’altalena si legge chiaramente che “è fatto divieto di utilizzo da parte di persone normodotate, in quanto pericoloso non essendo garantita la dovuta protezione in caso di uso improprio“. Ma questo non basta, non basta ai ragazzini che sprezzanti del potenziale pericolo salgono in 4, 5 o magari 6.
«Sicuramente la responsabilità non è mia né del Comune né tantomeno di “chi doveva vigilare” perché sono stanca anche di questo refrain», sottolinea Selena Abatelli.
«Sono stanca anche di sentire che qualcuno deve vigilare a mo’ di ronda su queste altalene per disabili – continua -, ma è tanto difficile educare i propri figli al rispetto di strutture dedicate per persone diversamente abili? Ci sono genitori che sembra proprio non vogliano educare i propri figli al senso civico, al rispetto. Inutile demandare questi compiti solo alla scuola o alle forze dell’ordine, l’educazione nasce in famiglia, sono i genitori che per primi devono prendersi la responsabilità di ciò che accade ai propri figli per negligenza».
Comunque, se ciò non bastasse, basta continuare a leggere il cartello affisso dove è specificato, appunto, che “il gestore e il produttore declinano ogni responsabilità per un uso non corretto dell’attrezzatura“.

Cristina Amici degli Elci

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©RIPRODUZIONE RISERVATA
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