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JESI Sanità, manifesti di sette anni fa ancora attuali: sempre “tagli”

L’iniziativa degli anarchici di Jesi, Chiaravalle, Senigallia: «Si torna all’eroica quotidiana assistenza fatta di mancanza di posti letto, personale, risorse»

JESI, 2 luglio 2020Anarchici di Jesi, Chiaravalle, Senigallia: manifesti di sette anni fa che denunciano i tagli alla sanità e che, nonostante ne sia passata di acqua sotto i ponti, sono ancora estremamente attuali.

È l’iniziativa dei gruppi anarchici Bakunin di Jesi, Ferrer di Chiaravalle e del Circolo Studi Sociali di Senigallia che hanno preso spunto dall’iniziativa City post.

«Abbiamo pensato di riportare alla luce manifesti vecchi di sette anni fa, che parlavano di tagli alla salute pubblica, la cui attualità è, purtroppo, evidente – spiegano -. Un atto di accusa contro chi ha reso più fragile la società italiana, debole nei confronti del virus, inerme verso il profitto privato che le ruba futuro e vita. Da sabato scorso, sui muri di Jesi, assieme agli altri manifesti, ci sono quelli belli di politica».

«Nei giorni scorsi i muri della città si sono riempiti di manifesti artistici – proseguono -. Una scelta culturale per poter coprire i manifesti del lockdown pandemico con una grafica nuova, studiata, bella. Forte la voglia di dimenticare e passare oltre, di ritornare alla normalità cancellando la realtà. Si smontano costosi ospedali da campo, ci si chiede che cosa fare di costose astronavi sanitarie intanto che ci si libera degli scafandri, si dimenticano gli eroi sanitari i quali tornano all’eroica quotidiana assistenza fatta di tagli di posti letto, personale, risorse. Se ci saranno prossime ondate epidemiche, certo è che il coronavirus continuerà a trovare terreno fertile per svilupparsi in un Paese malato di memoria, storica e politica».

(e.d.)

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