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Jesi “Songs Without Words” di Marta Tacconi approda su Rai Radio 3

Sulle frequenze nazionali all’interno della trasmissione “Primo movimento”, domani martedì 22 agosto ore 9.30

Jesi – Appuntamentodomani, martedì 22 agosto, alle 9.30 del mattino, su Rai Radio3, perché proprio su quelle frequenze nazionali sarà presentato il disco “Songs without words”, versione e trascrizione per flauto e pianoforte di Luca Russo, con la pianista Marta Tacconi e con il flautista Stefano Parrino, su musiche di Mendelssohn.

Marta Tacconi ci aveva confidato, durante una intervista a inizio anno, che il 2023, secondo lei, sarebbe stato un anno pieno di accadimenti.

Un musicista, per di più pianista, tiene sempre le sensazioni in pugno e le libera non appena la mano si apre sul primo accordo. La musica è questo, è amore, passione, tempo. Non solo nel senso che è “necessario andare a tempo” ma anche perché, come diceva il grande Frank Zappa, rock e dintorni, “senza la musica per decorarlo, il tempo sarebbe solo una noiosa sequela di scadenze produttive e di date in cui pagare le bollette”

La Rai porta fortuna alla nostra artista, specialmente questa trasmissione, intitolata “Primo movimento”, uno spazio musicale concepito per accompagnare l’ascoltatore ogni giorno, illustrando le novità discografiche, classiche e jazz, proposte dal mercato.

Dopo la presentazione l’anno scorso sulle stesse frequenze de “Le cantiche”, inciso per la Da Vinci Classic, questo secondo disco, sempre per la stessa etichetta, che lancia Marta Tacconi in un’altra dimensione musicale e interpretativa, sarà ascoltato da quanti apprezzano e stimano la giovane jesina che, a onor del vero, si circonda di professionisti che completano la capacità reale di presa sul grande pubblico. 

Marta Tacconi

Orgoglio ed arricchimento, ci aveva spiegato Marta, sono alla base anche di un lavoro collettivo, che coinvolge la nostra terra. Infatti,  ha voluto con sé alcuni collaboratori e amici marchigiani. La copertina è della pittrice e poetessa Silvia Segnan, le foto di Michele Magliola, artisti e professionisti coi quali collabora da alcuni anni.

Un disco di cui si parlerà molto in ambiente classico, anche lo stesso Mendelssohn aveva un concetto molto alto di questi suoi capolavori. Diceva che “le persone spesso si lamentano che la musica è troppo incerta nel suo significato, che ciò che dovrebbero pensare mentre la ascoltano non è chiaro, mentre tutti capiscono le parole. Con me è esattamente il contrario, e non solo nel contesto di un intero discorso, ma anche di singole parole. Anche queste mi sembrano così incerte, così vaghe, così facilmente fraintese rispetto alla musica genuina che riempie l’anima di mille cose, meglio delle parole. I pensieri espressi dalla musica che amo non sono troppo indefiniti per essere espressi a parole, ma al contrario, troppo definiti”.

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