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Cronaca

JESI / Tv Centro Marche, la Cgil: «Vanno riconosciuti miglioramenti economici e normativi»

In sciopero da tre settimane gli operatori tecnici della televisione locale in attesa di un confronto costruttivo con l’azienda

JESI, 2 settembre 2020 – Chiedono un confronto costruttivo con l’azienda i lavoratori e le lavoratrici di Tv Centro Marche, in sciopero da tre settimane.

La questione riguarda il personale dell’area tecnica, 8 persone delle quali tre donne e cinque uomini, età media 40 anni, tutti residenti nel territorio.

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Guido Pucci segretario generale della Slc-Cgil Marche e Luca Sabbatucci segretario che segue Tlc ed Emittenza nelle Marche, stanno seguendo la vicenda.

«La trattativa è iniziata a fine 2018 – spiega Pucci -. Il contratto attuale è siglato da una organizzazione sindacale non rappresentativa del settore, ciò comporta che rispetto al salario base questi lavoratori percepiscono 1/3 in meno, per non parlare delle differenze rispetto a festivi e maggiorazioni. Sono da anni al quarto livello contrattuale che prevede un salario base di 1.098 euro per otto ore di lavoro che spesso, però, sono molte di più poiché, in quanto operatori, vengono mandati a seguire vicende in tutta la regione, rimanendo in servizio anche per 15 ore al giorno».

Il personale tecnico si occupa di riprese, montaggio, sottotitolazione e di molti altri aspetti, anche della messa in onda, che è tutt’ora garantita dall’emittente televisiva locale.

«Chiediamo che a questi lavoratori vengano riconosciuti miglioramenti economici e normativi: che sia loro riconosciuto, dopo tanti anni, uno scatto di livello e almeno le uscite come lavoro ordinario. Siamo disponibili al confronto per migliorare la qualità del servizio e gli ascolti ma va evidenziato che tra un contratto ordinario e questi c’è una differenza sostanziale».

Il sindacato ricorda come l’emittente sia «finanziata in buona parte dallo Stato attraverso il fondo per il pluralismo e che in questo periodo di emergenza si sono potuti realizzare i servizi solo grazie al senso di responsabilità dei lavoratori che hanno “tirato la carretta” per garantire il servizio in condizioni di criticità organizzativa, sanitaria ed esiguità di personale». 

(e.d.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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