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LANCISI / Cardiochirurgia, podio nazionale per i bypass aortocoronarici

Terza posizione a una manciata di interventi da quelle del “Gemelli” di Roma e di Salerno, altissimo il volume chirurgico

ANCONA, 24 novembre 2020 – Sono i dati ufficiali del Programma Nazionale Esiti di Agenas relativi agli interventi di bypass aortocoronarico a posizionare la Cardiochirurgia della regione Marche sul podio nazionale per numero di interventi (302) e mortalità (1,1%) nell’anno 2018. 

In terza posizione (per una manciata di interventi) dopo le Cardiochirurgie del Gemelli di Roma e di Salerno, ma ben avanti alle più blasonate lombarde, emiliane e toscane, la Cardiochirurgia degli Ospedali Riuniti di Ancona continua a produrre risultati di eccellenza. 

Paziente operato di bypass in terza giornata senza incisioni visibili sul torace

Il prof. Marco Di Eusanio, direttore della Cardiochirurgia del Lancisi – Ospedali Riuniti di Ancona, commenta così il bel risultato ottenuto sul bypass:  «Credo siano diverse le ragioni alla base del risultato ottenuto. In primis l’altissimo volume chirurgico della nostra Unità. Volume, performance e risultati sono variabili fortemente associate in chirurgia. Chi fa di più ha più esperienza e genera migliori risultati. Non posso poi non menzionare il valore del team composto da medici, perfusionisti , fisioterapisti,  infermieri operatori sanitari, che tutti i giorni lavorano sul paziente. Nell’ambito medico abbiamo giovani chirurghi e anestesisti che, di grande valore e con voglia di lavorare, rappresentano l’anima di questa cardiochirurgia».

Il professor Marco Di Eusanio

 

Quali sono le direzioni di sviluppo del bypass aortocoronarico?

«Senza dubbio la mini-invasività. Seguendo la nostra vocazione mini-invasiva in ambito valvolare (il 90% degli interventi è eseguito con piccolissime incisioni o addirittura senza) anche per i pazienti coronarici mettiamo a disposizioni tecniche e tecnologie che riducono il trauma e velocizzano il recupero post-operatorio. Minitoracotomie di 5 cm, rivascolarizzazione ibrida, prelievo endoscopico dei condotti, cuore battente, circolazioni extracorporee miniaturizzate, estubazione precoce in sala operatoria, controllo del dolore, sono alcuni degli ingredienti che a mio giudizio rendono il nostro programma moderno ed efficace». 

Secondo il direttore generale, Michele Caporossi «i dati del 2018, pur pervenuti dopo due anni, segnano un trend che si è mantenuto nel 2019 e, complice il Covid-19, ha rallentato nel 2020. In tempo di pandemia noi abbiamo sempre pensato al futuro e non solo a far fronte all’emergenza, ebbene, alle porte del prossimo anno, possiamo già annunciare che la “rivoluzione ibrida” in atto nel Dipartimento Cardiologico Lancisi della nostra Azienda è in costante crescita. Ibrido significa mettere il paziente al centro e far ruotare cardiochirurghi, emodinamisti, chirurghi vascolari e aritmologici intorno al suo letto. Questa per noi è già realtà quotidiana».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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